Formazione complementare Oss. Consiglio di Stato conferma sospensione Delibera del Veneto

Formazione complementare Oss. Consiglio di Stato conferma sospensione Delibera del Veneto

Formazione complementare Oss. Consiglio di Stato conferma sospensione Delibera del Veneto
Per il Consiglio di Stato la questione merita “adeguato approfondimento in sede di cognizione piena” (l’udienza di merito in primo grado è già fissata per il 15 dicembre 2021) ma “l’eventuale esecuzione del provvedimento impugnato in primo grado determinerebbe conseguenze procedimentali e provvedimentali tali da rischiare di vanificare gli effetti della decisione di merito”. Da qui la decisione di respingere il ricorso della Regione contro la sospensone decisa dal Tar dello scorso luglio. L’ORDINANZA

Il Consiglio di Stato conferma la decisione del Tar dello scorso 9 luglio in merito alla sospensiva della deliberazione della Giunta regionale del Veneto 16 marzo 2021, n. 305, avente per oggetto “Approvazione del percorso di “Formazione complementare in assistenza sanitaria dell'Operatore Socio-Sanitario”.

“Ritenuto che le questioni dedotte con il ricorso in appello meritino adeguato approfondimento in sede di cognizione piena (essendo peraltro già fissata l’udienza di merito in primo grado per la data del 15 dicembre 2021), e che nelle more, nel bilanciamento fra i contrapposti interessi”, per il Consiglio di Stato “non appare sussistere il dedotto pregiudizio posto a fondamento della domanda cautelare, dal momento che, al contrario, come già rilevato nella sede cautelare monocratica, l’eventuale esecuzione del provvedimento impugnato in primo grado determinerebbe conseguenze procedimentali e provvedimentali tali da rischiare di vanificare gli effetti della decisione di merito”. Da qui la decisione di respingere il ricorso della Regione Veneto per ribaltare la decisione di luglio del Tar.

Per la Consigliere del Pd del Veneto, Anna Maria Bigon, l’ordinanza del Consiglio di Stato “ha messo la parola fine alla delibera della Giunta sui ‘Super Oss’: non avevamo dubbi visto che si era già espresso indirettamente con una sentenza dello scorso giugno, dove si ribadiva che ‘l’operatore socio- sanitario non è ascrivibile al novero delle professioni sanitarie’. Adesso si accantonino definitivamente le soluzioni ‘creative’ per cominciare a risolvere il problema della carenza di personale, aumentando i corsi per Oss, gratuiti, e i posti per i corsi da infermiere. Dobbiamo agire senza perdere altro tempo”.

“Non si può – conclude Bigon – sopperire ad anni di programmazione sbagliata con proposte inadeguate che rischiano soltanto di peggiorare la situazione. Avevamo chiesto di stoppare la delibera e ascoltare i dubbi e le proposte delle parti interessate, la Regione ha preferito tirar dritto e questo è il risultato”.

01 Settembre 2021

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