Frosinone, un gettonista da 35mila euro al mese? La Asl si difende, l’Anaao chiede chiarezza

Frosinone, un gettonista da 35mila euro al mese? La Asl si difende, l’Anaao chiede chiarezza

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La denuncia arriva dal consigliere Alessio D’Amato. La Asl prova a spiegare che “si tratta di un valore lordo stipendiale, come previsto dalle tariffe retributive” e come il caso si sia verificato in un periodo di criticità allo scopo di garantire lassistenza. Anaao: “Stigmatizziamo quello che ci auguriamo resti un episodio isolato”

“Come è possibile che, nonostante le indicazioni date a livello nazionale e le rassicurazioni del ministro Schillaci, nel Lazio si ricorra ancora ai medici gettonisti?”, che peraltro “ha guadagnato in un solo mese 35 mila euro”. Se lo chiede il consigliere regionale di Azione, Alessio D’Amato, denunciando quando accaduto nella Asl di Frosinone e chiedendone conto al presidente della Regione, Francesco Rocca, in una interrogazione presentata in Consiglio regionale.

“Come è possibile che vi sia un medico a partita IVA di più di 70 anni che nella Asl di Frosinone copre addirittura 36 turni in un mese percependo lo stipendio di dieci medici messi assieme? Serve immediatamente fare chiarezza e il presidente Rocca deve rispondere di questa situazione”, incalza D’Amato, che annuncia “un esposto all’ispettorato del lavoro e ai Carabinieri del NAS per verificare se sono state rispettate le normative nazionali ed europee e soprattutto come è possibile garantire così la sicurezza dei pazienti”.

Sul caso è intervenuta la Direzione Strategica della ASL di Frosinone, spiegando in una nota che “la cifra riportata oggi dagli organi di informazione, relativa a un medico gettonista, si riferisce a un valore lordo stipendiale, come previsto dalle tariffe retributive per il lavoro svolto ed in un periodo temporale in cui si sono registrati assenze del personale medico, picco influenzale e il contestuale slittamento dell’avvio della gara d’appalto di servizi per l’emergenza-urgenza prevista il 1° gennaio 2026”.

L’Azienda spiega che le misure adottate finora per la copertura di tutti i turni mensili “si sono rese indispensabili per fronteggiare la carenza di personale medico della medicina di Urgenza e Ps e garantire sempre la continuità dei servizi di emergenza-urgenza sull’intero territorio provinciale” e ricorda che “nonostante l’attivazione di una procedura concorsuale per il reclutamento di 20 medici di Pronto Soccorso, non è pervenuta alcuna candidatura, rendendo impossibile procedere con le assunzioni previste”.

“Per assicurare la piena operatività dei quattro Pronto Soccorso della provincia, infatti – conclude la nota della ASl -, l’Azienda ha avviato una gara d’appalto per i servizi di emergenza-urgenza, finalizzata a garantire un modello organizzativo stabile, efficiente e adeguato alle esigenze assistenziali della popolazione, la cui piena operatività è entrata in vigore dal 15 di febbraio 2026”.

La vicenda ha allarmato anche l’Anaao Assomed. “Nella caleidoscopica sanità italiana può succedere anche che un medico gettonista over 70 lavori indisturbato in corsia aggirando le restrizioni imposte dal Ministero della salute. Come sia possibile resta un mistero”, commenta il segretario nazionale Anaao Assomed Pierino Di Silverio.

“Stigmatizziamo per due motivi quello che ci auguriamo resti un episodio isolato”, aggiunge Di Silverio. “Il primo è che, considerata l’età, è molto rischioso consentire di coprire addirittura 36 turni in un mese in barba a tutte le norme di sicurezza per i pazienti e anche per l’ospedale stesso. Il secondo motivo è che è inammissibile che le aziende accettino di corrispondere a un solo medico una retribuzione mensile pari a quella annuale di un suo collega”.

“Ci auguriamo che venga fatta luce su quanto accaduto – conclude Di Silverio – ma resta comunque inadeguata la politica di assunzioni di medici e dirigenti sanitari e pressoché assente una strategia per rendere attrattivo il lavoro del medico in ospedale. Ora più che mai è indispensabile un progetto per la sanità e i suoi professionisti, per riformare un sistema che ha quasi 50 anni di vita e non è più al passo con le trasformazioni della malattia e della sanità nel suo complesso. Chiediamo un impegno concreto per una riforma coraggiosa del lavoro, delle responsabilità, della formazione e dello stipendio”.

09 Marzo 2026

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