Funghi. Nel 2016 in Marsica 3 casi di avvelenamento. Ripartono i controlli

Funghi. Nel 2016 in Marsica 3 casi di avvelenamento. Ripartono i controlli

Funghi. Nel 2016 in Marsica 3 casi di avvelenamento. Ripartono i controlli
Il servizio di controllo gratuito della commestibilita è stato attivato dalla Asl 1 al distretto sanitario di Avezzano e sarà operativo fino al 30 novembre. Anche una consulenza del micologo, al pronto soccorso, per casi urgenti. Nel 2016 furono 52 (su un totale di 139 esaminati) i quantitativi di funghi giudicati tossici, e quindi non consumabili.

Cresce di quasi 20% il numero di raccoglitori di funghi nella Marsica (oggi in tutta la Provincia de L’Aquila ci sono 6.000 ‘praticanti’) e la Asl riparte con il servizio di controllo della commestibilità dei prodotti colti nei prati.

L’attività di verifica della eventuale tossicità dei funghi, raccolti nei prati dagli appassionati, anche quest’anno sarà garantita, ad Avezzano, nel distretto sanitario, situato in via Monte Velino, per due giorni a settimana, il lunedì e il giovedì, dalle ore 16 alle 18.00.

I controlli, nell’ambito del servizio dell’ispettorato micologico della Asl, sono affidati al micologo Stefano Maggi. Il servizio (attivo già dal primo giugno scorso) è gratuito e resterà a disposizione degli utenti fino al 30 novembre prossimo. Tra l’altro la Asl prevede una consulenza urgente del micologo, a supporto del pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano, nei casi in cui occorra intervenire immediatamente per stabilire tipo ed entità dell’avvelenamento.

Il consiglio degli specialisti è quello di far sempre analizzare i miceti colti nei boschi.

Lo scorso anno, riferisce la Asl, un caso di avvelenamento, dovuto a funghi regalati da altri, si è verificato in Valle Peligna e ha coinvolto, per fortuna senza gravi conseguenze, una famiglia con due bambini.
 
In un’altra circostanza, questa volta in Marsica, un uomo, che pure aveva dimestichezza con la raccolta dei miceti ed era in possesso del patentino, è rimasto intossicato (senza ripercussioni serie) probabilmente per aver scambiato una specie tossica per una commestibile.

Infine, nel terzo caso di avvelenamento del 2016, il più grave, un appassionato del comprensorio aquilano “è scampato per miracolo alla morte per aver mangiato piccole quantità della velenosissima specie Amanita Phalloides. 3 casi di avvelenamento che declinano, in modo diverso, i pericoli legati alla raccolta dei funghi quando praticata senza la dovuta accortezza”.

“I più a rischio – spiega la Asl – , tra coloro che vanno per funghi, sono in genere i raccoglitori che arrivano in Marsica da altri territori, soprattutto dal Lazio, e che conoscono poco le zone di raccolta e quindi le caratteristiche dei prodotti che vi crescono. La raccolta di questi prodotti nei boschi si traduce ormai in una pratica che accomuna tutte le categorie sociali, da liberi professionisti agli operai fino agli impiegati, senza criteri anagrafici. Una parte di questo esercito di appassionati è composto da donne che, secondo l’osservatorio della Asl, sono quelle più prudenti: anche quando non li raccolgono personalmente, prima di prenderli in consegna in casa e cucinarli, sono le più solerti nel sottoporli a verifiche”.

Lo scorso anno il servizio micologico di controllo della Asl esaminò 139 quantitativi, stabilendone la non commestibilità in 52 casi.

06 Giugno 2017

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