Hiv/Aids. In Veneto 13.176 sieropositivi. Ma in quanti sono malati senza saperlo?

Hiv/Aids. In Veneto 13.176 sieropositivi. Ma in quanti sono malati senza saperlo?

Hiv/Aids. In Veneto 13.176 sieropositivi. Ma in quanti sono malati senza saperlo?
Le statistiche regionali stimano, sottraendo i casi dei deceduti, che nel 2016 in Veneto siano stati circa 10.636 le persone con infezione da HIV. Dal biennio 2009-2010 il numero di nuove infezioni si è stabilizzato tra i 250 casi e i 300 nuovi casi all’anno. Zaia: “Malattia ancora presente e pericolosa. Per questo la Regione del Veneto non l’ha né dimenticata né sottovalutata: la studia, la previene e la cura con tutta l’attenzione che merita”.

Si è svolta ieri ad Amsterdam la XXII^ Conferenza Mondiale sull’Aids, la più grande assemblea a livello mondiale in tema di salute che riunirà, anche quest'anno, oltre 15.000 scienziati, attivisti, operatori sanitari, responsabili politici e leader globali. In Veneto l’infezione da HIV dal 1988, anno in cui la Regione del Veneto, prima in Italia, istituì un sistema di sorveglianza, ad oggi è stata riscontrata in 13.176 persone. A queste si dovrebbero aggiungere quelle che potrebbero aver contratto la malattia, ma che non ne sono ancora a conoscenza. Le statistiche regionali stimano, sottraendo i casi dei deceduti, che nel 2016 in Veneto siano stati circa 10.636 le persone con infezione da HIV.

Dal biennio 2009-2010 il numero di nuove infezioni si è stabilizzato tra i 250 casi e i 300 nuovi casi all’anno, mentre risultano essere 207 i casi HIV segnalati nel corso del 2016.  

“Da circa metà degli anni ’80 ad oggi – sottolinea il Presidente della Regione Luca Zaia – l’Aids sembra apparentemente essere entrata in una zona d’ombra dal punto di vista mediatico, sicuramente anche grazie ai progressi della medicina, che via via l’hanno avvicinata a caratteristiche di cronicità, con un notevole calo della mortalità. Ciò nonostante il Rapporto della nostra Direzione Prevenzione ci segnala una malattia ancora presente e pericolosa. Per questo la Regione del Veneto non l’ha né dimenticata né sottovalutata: la studia, la previene e la cura con tutta l’attenzione che merita da un sistema sanitario d’eccellenza come il nostro”.

Ed ancora fa notare Zaia: “Siamo protagonisti a tutti i livelli e proprio Il 27 ottobre scorso abbiamo sancito l’intesa in Conferenza Stato-Regioni del Piano nazionale di interventi contro HIV e AIDS – (PNAIDS) che prevede, tra l’altro campagne di informazione e formazione, l’impiego degli strumenti di prevenzione e di interventi finalizzati alla modifica dei comportamenti, la lotta contro la stigmatizzazione, l’estensione dell’uso di terapie efficaci, anche nella prevenzione, con conseguente ricaduta sulla riduzione delle nuove infezioni da HIV e il rispetto dei diritti delle popolazioni maggiormente esposte. Tutte attività che il Veneto ha in essere o in cantiere e che sono riconducibili anche al vigente Piano Regionale di prevenzione 2014-2018”. In Veneto è presente una rete efficace e qualificata.

“L’assistenza ai pazienti – aggiunge l’Assessore alla Sanità Luca Coletto – è affidata alle U.O.C. di Malattie Infettive, dislocate nei capoluoghi di provincia (Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia-Mestre, Verona, Vicenza) e in tre altri centri locali (Santorso in provincia di Vicenza, Legnago e Negrar in provincia di Verona). In queste strutture ed in altre dislocate a livello territoriale è possibile sottoporsi al test per HIV in modo anonimo e gratuito e senza impegnativa del Medico di Medicina Generale, e, le persone con infezione possono ricevere le cure appropriate.

È assicurata, secondo quanto previsto dalla normativa nazionale e regionale, la totale privacy sui pazienti, inoltre, una volta contratta l’infezione, è prevista la totale esenzione del ticket e ciò rende completamente gratuite le procedure diagnostiche e terapeutiche.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

24 Luglio 2018

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...