Il Sant’Orsola aprirà le porte alle famiglie dei bimbi prematuri

Il Sant’Orsola aprirà le porte alle famiglie dei bimbi prematuri

Il Sant’Orsola aprirà le porte alle famiglie dei bimbi prematuri
Telemedicina per dimissioni anticipate grazie a un finanziamento del Pnrr e un reparto ‘intermedio’ dove ospitare intere famiglie, non solo un genitore alla volta, per assistere il nato prematuro: genitori, ma anche nonni e fratelli che si prendono cura del piccolo insieme ai sanitari. Non appena sarà pronto il nuovo Polo materno-infantile, “entro il 2023”, si libererà la possibilità di riutilizzare la terapia intensiva neonatale.

Telemedicina per dimissioni anticipate. E un reparto ‘intermedio’ dove ospitare intere famiglie, e non solo un genitore alla volta, per assistere il bambino nato prematuro: mamma e papà, ma anche nonni, fratelli e sorelle che si prendono cura del piccolo insieme a infermieri e dottori. È il nuovo progetto immaginato dal Policlinico Sant’Orsola di Bologna, che vuole così cambiare approccio e migliorare il percorso di assistenza e cura dei piccoli nati pretermine. A spiegarlo sono la direttrice generale del Policlinico, Chiara Gibertoni, e il numero uno della Neonatologia e terapia intensiva neonatale del Sant’Orsola, Luigi Tommaso Corvaglia, ieri mattina all’iniziativa per i 10 anni della Banca del latte materno.

Non appena sarà pronto il nuovo Polo materno-infantile al Sant’Orsola, che “contiamo di attivare entro il 2023”, spiega Gibertoni, si libererà la possibilità di riutilizzare gli spazi della terapia intensiva neonatale. L’idea, a quel punto, è di realizzare una struttura intermedia per i bimbi che sono usciti dalla terapia intensiva ma che non possono ancora tornare a casa, in grado però di ospitare anche l’intera famiglia, non solo un genitore per volta, per il periodo necessario. In questo modo, dunque, “la famiglia diventa un parte attiva nel percorso di cura del bambino”, spiega Corvaglia, una vera e propria “risorsa assistenziale”.

Il progetto prevede la realizzazione di almeno quattro stanze, per ospitare quattro famiglie per volta. Questo permetterebbe anche di “costruire percorsi in cui i neonati vengono assistiti direttamente tra le braccia dei genitori“, afferma Corvaglia. A questo si affiancherà un secondo progetto, che vanta anche un finanziamento Pnrr, per la dimissione precoce del bambino grazie alla telemedicina, in modo da continuare l’assistenza a casa con controllo da remoto.

09 Novembre 2022

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