In anteprima i dati del primo rapporto sulla salute di genere nel Lazio. Per le donne vita più lunga ma meno in salute

In anteprima i dati del primo rapporto sulla salute di genere nel Lazio. Per le donne vita più lunga ma meno in salute

In anteprima i dati del primo rapporto sulla salute di genere nel Lazio. Per le donne vita più lunga ma meno in salute
A presentarli l'assessore alla Salute Alessio D’Amato. La speranza di vita è di 84,5 anni contro i 79,8 anni degli uomini, ma è maggiore la presenza di malattie croniche e demenza. Si registra anche un'inversione del rapporto maschi/femmine nelle patologie per le quali il fumo di sigaretta rappresenta il principale fattore di rischio, fino a qualche tempo fa a forte prevalenza maschile.

Arriveranno presto i dati completi e definitivi del primo Rapporto sulla salute delle donne del Dipartimento di Epidemiologia, ma un quadro chiaro è già stato descritto oggi dall’assessore alla Salute Alessio D’Amato, che ha illustrato i dati preliminari della ricerca che vedere le donne vivere più a lungo ma non più in salute rispetto agli uomini. “Abbiamo una popolazione femminile nella nostra regione che vive mediamente più a lungo, 5 anni in più rispetto alla popolazione maschile, la speranza di vita alla nascita delle donne è 84,5 anni contro 79,8 anni degli uomini”. Tuttavia “la maggior durata di vita media delle donne fa sì che nella popolazione anziana le donne siano più numerose. Rispetto alla popolazione over 80, i 2/3 sono donne e di queste l’85% ha almeno una patologia cronica, un dato importante da considerare nella definizione dei bisogni di salute della popolazione”, ha spiegato d’Amato.

“Nelle prime anticipazioni del Rapporto troviamo sicuramente come elemento caratterizzante la piramide di età e un secondo elemento è legato alla maggiore frequenza di alcune patologie quali le demenze che colpiscono più frequentemente le donne e con differenze che crescono con l’aumentare dell’età”. Un terzo elemento importante, ha detto l’assessore, “è quello legato agli stili di vita. Si nota una inversione del rapporto maschi/femmine nelle patologie per le quali il fumo di sigaretta rappresenta il principale fattore di rischio. Tra tutti a fronte della diminuzione di incidenza di tumore del polmone negli ultimi anni osservata negli uomini, nelle donne si è osservato un aumento. Anche la broncopneumopatia cronica ostruttiva è più frequente nelle donne più giovani  (35-65 anni) rispetto ai maschi, a conseguenza dell’aumento dell’abitudine al fumo di sigaretta osservato tra le donne negli anni più recenti”.

La diversità di genere non riguarda solamente le patologie croniche, i dati documentano infatti che “la proporzione di donne con infarto che effettuano un’angioplastica primaria è significativamente inferiore rispetto agli uomini. Nelle donne è inoltre meno probabile un’adeguata terapia post-infarto”, prosegue D’Amato. 

Per quanto riguarda i tumori, “anche se generalmente più frequenti nei maschi, sono di particolare interesse le differenze nelle sedi di sviluppo che possono poi avere un impatto sulla tempestività della diagnosi e del trattamento. Discorso simile – ha detto D’Amato – sulle dipendenze che sono più diffuse tra gli uomini, ma vede le donne rivolgersi con maggiore difficoltà ai servizi per il trattamento delle dipendenze anche in conseguenza di una maggiore fragilità sociale. Capitolo a parte quello sulla gravidanza, dai dati analizzati risulta che le donne in gravidanza sono esposte ad un maggior utilizzo di antibiotici spesso inappropriato e ad una scorretta gestione delle terapie per patologie croniche preesistenti o per quelle di nuova insorgenza. Anche la pandemia Covid ha messo in evidenza importanti differenze: l’incidenza dell’infezione è risultata maggiore nelle donne soprattutto nelle fasce di età più giovani (25/54anni)”. 

Il rapporto, che sarà presentato a breve, rappresenterà una importante integrazione alle informazioni già disponibili sul sito open salute Lazio e PReValE. Dati, ha concluso Marina Davoli direttore del DEP Lazio, “utili a supportare il sistema sanitario del Lazio nell’offerta di interventi di prevenzione e cura più attenti alle diverse specificità delle persone, tra cui il genere”.

30 Maggio 2022

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