Infermieri. Le priorità dell’Opi Firenze-Pistoia: “Valorizzare l’infermiere di famiglia, migliorare la formazione e trasformare le Rsa in veri ospedali di comunità”

Infermieri. Le priorità dell’Opi Firenze-Pistoia: “Valorizzare l’infermiere di famiglia, migliorare la formazione e trasformare le Rsa in veri ospedali di comunità”

Infermieri. Le priorità dell’Opi Firenze-Pistoia: “Valorizzare l’infermiere di famiglia, migliorare la formazione e trasformare le Rsa in veri ospedali di comunità”
Le questioni affrontate alla presenza del ministro della Salute, Roberto Speranza, in occasione del Consiglio nazionale della Fnopi organizzato sabato scorso a Roma. Per il presidente Opi Firenze-Pistoia, Danilo Massai, “gli infermieri sono elementi cruciali nell’economia e nel benessere del Paese. Se ne gestiamo male la formazione le conseguenze sono gravi sotto entrambi i punti di vista”.

“Valorizzare la figura dell’infermiere di famiglia, migliorare la formazione e trasformare le Rsa in veri ospedali di comunità”. Queste le priorità indicate dal presidente di Opi Firenze-Pistoia, Danilo Massai, nel corso del Consiglio nazionale della Fnopi (Federazione nazionale Infermieri) organizzato sabato scorso a Roma e che ha visto la presenza del ministro della Salute Roberto Speranza.

Per Massai, “un primo punto essenziale è valorizzare la figura dell’infermiere di famiglia e comunità. Il dualismo fra medici e infermieri nella pratica quotidiana non esiste, esiste solo in un’accezione prettamente politica. L’infermiere di famiglia deve essere una figura incentrata sull’attenzione alla persona e alla famiglia, appunto, non lo si può far diventare, come qualcuno sta tentando di fare, un professionista a servizio del medico di famiglia. Su questo – ha detto Massai rivolgendosi al ministro – le chiediamo di essere implacabile con tutti gli assessori regionali. Passando poi al tema della formazione, le domandiamo di ridiscutere, insieme al ministro dell’università, il percorso previsto per gli infermieri. Oggi abbiamo tre anni più due ma questi ultimi, concepiti inizialmente soprattutto per formare i dirigenti, hanno oggi un po’ perso il un senso. Gli infermieri sono elementi cruciali nell’economia e nel benessere del Paese e se ne gestiamo male la formazione le conseguenze sono gravi sotto entrambi i punti di vista".

“Terzo e ultimo nodo – ha concluso Massai – sono le Rsa. Queste strutture devono essere degli ospedali di comunità e invece sono rimasti degli ospizi, simili a quelli che avevamo all’inizio del ’900. Avvengono fatti gravi e l’infermieristica è spesso residuale in queste strutture. Accade che la notte non ci siano infermieri e che tutto sia in mano agli Oss. Serve un intervento forte per cambiare finalmente anche questo settore, restituendo il giusto protagonismo agli infermieri, a tutela degli anziani ospiti e delle loro famiglie”.

18 Febbraio 2020

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