Influenza. Al via alla campagna vaccinale, 2 milioni di euro in più per dosi più efficaci

Influenza. Al via alla campagna vaccinale, 2 milioni di euro in più per dosi più efficaci

Influenza. Al via alla campagna vaccinale, 2 milioni di euro in più per dosi più efficaci
Non verrà offerto come negli anni passati il vaccino trivalente, ma un quadrivalente che, spiega l’assessore Gallera, “offre una copertura maggiore rispetto ai ceppi influenzali circolanti”. La spesa complessiva per la campagna è di 7 milioni circa. Vaccino gratuito anche ai donatori di sangue. E ai pediatri di Milano l’assessore risponde: “Poiché il target è rappresentato da bambini con patologie specifiche, non completamente identificabili attraverso le banche dati di ATS, i vaccini dovranno essere ritirati presso le ASST”.

Parte la campagna di Regione Lombardia per la prevenzione e il controllo dell’influenza con una uniformità di offerta sul territorio regionale. “Da quest’anno a dimostrazione della grande attenzione di Regione Lombardia per le persone più fragili, abbiamo destinato alla campagna antinfluenzale 2 milioni di euro in più al fine di offrire una maggiore protezione e tutela agli ultrasessantacinquenni lombardi e dei gruppi a rischio”. Ad annunciarlo, in una nota, l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera in merito all’avvio della campagna regionale antinfluenzale 2018-2019.

“In base alle informazioni sui ceppi circolanti – ha spiegato l’assessore – e ai dati epidemiologici raccolti, seguendo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, per la stagione 2018-2019 non verrà offerto come negli anni passati il vaccino trivalente, ma un vaccino antiinfluenzale quadrivalente che offre una copertura maggiore rispetto ai ceppi influenzali circolanti, che ha richiesto un investimento di maggiori risorse pari a 2 milioni di euro, per una spesa complessiva di circa 7 milioni di euro”.

“La raccomandazione – ha spiegato inoltre Gallera – è valida come gli altri anni per tutte le categorie di popolazione target della strategia vaccinale antiinfluenzale: soggetti di età superiore a 65 anni, donne che durante la stagione influenzale siano al secondo o al terzo trimestre di gravidanza, soggetti di tutte le età ad alto rischio di complicanze influenza-correlate (per esempio persone con pre-esistenti malattie polmonari croniche, cardiovascolari, metaboliche, cancro, stato immunitario deteriorato). È inoltre raccomandata a operatori sanitari e agli addetti a servizi essenziali di primario interesse pubblico. Offerta vaccinale che abbiamo previsto quest’anno anche per i donatori di sangue”.

“Negli ultimi 4 anni – ha aggiunto l’assessore regionale – la copertura per la popolazione lombarda over 65 anni è stabile attorno ai valori del 47%-48% con una relativa crescita del numero assoluto di vaccinazioni eseguite: nell’ultima stagione antinfluenzale sono state eseguite 1.212.817 vaccinazioni, di cui 1.061.131 ai soggetti over 65 anni pari ad una copertura del 47,7%. Si tratta di una copertura che è importante far crescere, per questo invito tutti i soggetti che sono più a rischio, le persone fragili, anziane e i bambini, a sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale”.

“Abbiamo inviato a tutte le ASST e ATS – ha spiegato ancora – una nota perché operino di concerto al fine di raggiungere una elevata copertura nei i soggetti appartenenti ai gruppi target sopracitati e garantire l’uniformità dell’offerta sul territorio regionale, utilizzando strategie e modalità ritenute maggiormente efficaci ed efficienti”.

“Sul territorio di Milano – ha concluso l’assessore – sono previste due modalità diverse per i medici di famiglia e per i pediatri. Per quanto riguarda i Medici di medicina generale, poiché è possibile fare una stima del numero dei vaccini necessari per ogni singolo MMG (mediamente circa 350) si è reso possibile una programmazione delle consegne attraverso le farmacie (con esclusione della ASST Nord Milano e della ASST di Lodi, che hanno scelto la distribuzione attraverso proprie sedi). Per quanto riguarda i Pediatri di libera scelta, poiché il target è rappresentato da bambini con patologie specifiche, non completamente identificabili attraverso le banche dati di ATS, la modalità individuata dalle ASST è quella del ritiro presso gli stessi”.

30 Ottobre 2018

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