Ipab di Verona. Il personale sciopera, la Direzione denuncia i lavoratori per omissione di atti d’ufficio

Ipab di Verona. Il personale sciopera, la Direzione denuncia i lavoratori per omissione di atti d’ufficio

Ipab di Verona. Il personale sciopera, la Direzione denuncia i lavoratori per omissione di atti d’ufficio
Sulla questione è stato chiesto, dalle OO.SS. l’intervento del Prefetto di Verona e presentato ricorso ex art. 28 Legge 300/70 per comportamento antisindacale. La Direzione si difende: “Nel corso dello sciopero c’è stata una completa violazione delle regole: non sono stati fatti gli interventi assistenziali programmati”. Ma Cgil, Cisl e Uil difendono  lavoratori e parlano di “clima insostenibile”.

Siamo nell’Ipab di Verona, all’Istituto Assistenza per Anziani (Iaa), nato ai primi dell’800 con lo scopo di accogliere ed alimentare i poveri della città, inabili ed impotenti a qualsiasi occupazione. Oggi, l’Iaa conta 600 posti letto e circa 500 lavoratori. “Stiamo vivendo un momento disastroso che ha visto reagire le Organizzazioni Sindacali prima con lo sciopero del 3 giugno u.s. e poi con l’indizione di due nuove giornate di sciopero il 12 e 13 luglio u.s.”, spiega Sonia Todesco, Segretaria FP CGIL Veneto. Le problematiche irrisolte fra amministrazione e OO.SS, come spesso accade e particolarmente nel periodo estivo, sono legate al problema della riduzione del personale sia sanitario che di assistenza.  

Con l’arrivo della nuova direzione lo standard di personale infermieristico e OSS è stato portato al minimo fissato dalla Regione Veneto:1 OSS ogni 2,5 anziani non autosufficienti e 1 infermiere ogni 15 anziani non autosufficienti. Recentemente, la nuova direzione, per porre rimedio alla carenza di personale, senza ricorrere a nuove assunzioni, ha fatto ex novo la riorganizzazione delle attività e della turistica. “Una riorganizzazione – puntualizza Todesco – che si era tradotta in un vero caos organizzativo e, mai visto prima, che si fondava sostanzialmente nel lavoro per squadre: squadre che si occupavano di lavare bagno di tutti gli anziani (sono garantiti 4 bagni al mese per 350 anziani), squadre per le medicazioni, con il compito di medicare tutti gli anziani in lista, squadre per le emergenze, ecc. ecc. Una sorta di catena di montaggio che erogava prestazioni all’anziano senza che nessuno lo prendesse effettivamente in carico in tutto il suo percorso di permanenza”.  

Inevitabile, dunque, per la sindacalista, la protesta dei lavoratori e sindacati che, ad oggi, sono già alla terza giornata di sciopero. “Ferie, assenze per malattia e gli infortuni hanno fatto esplodere il caos, tanto che già alla fine di giugno la direzione aveva pensato di fare marcia indietro re-inventandosi un'altra organizzazione in pieno periodo feriale, con interi reparti al collasso e anche con 1 solo OSS per turno”.

Ma la direzione, riferisce Todesco, “dopo la giornata di sciopero del 3 giugno, ha ben pensato di denunciare oltre trenta lavoratori alla Procura della Repubblica (che oggi risultano indagati) e avviare le contestazioni di addebito disciplinare per non aver eseguito, nella giornata di sciopero a “tutte le prestazioni previste e programmate”. Sulla questione è stato chiesto, dalle OO.SS. l’intervento del Prefetto di Verona e presentato ricorso ex art. 28 Legge 300/70 per comportamento antisindacale”.

Diverse le parole del Presidente dell’ente che, all’indomani dello sciopero era uscito sulla stampa locale affermando che: “Nel corso dello sciopero c’è stata una completa violazione delle regole: non sono stati fatti gli interventi assistenziali programmati” Su queste dichiarazione, ed altre uscite sulla stampa locale, sono già al lavoro gli avvocati di CGIL CISL UIL. “Ma è proprio sullo stato di agitazione che si è registrato lo scontro più aspro – afferma la consigliera regionale del PD, Anna Maria Bigon – La direzione infatti ha prima annunciato l’avvio di un procedimento disciplinare nei confronti di chi aveva aderito allo sciopero, poi, lo scorso 17 luglio, le stesse persone, una trentina, hanno addirittura ricevuto la notifica dell’apertura di indagini da parte della Procura della Repubblica per ‘Rifiuto o omissioni di atti d’ufficio, con questo clima, diventa difficile lavorare serenamente con il rischio di possibili ricadute anche sugli assistiti, persone fragili che avrebbero invece bisogno della massima attenzione”.  

Sulla questione, gli esponenti del PD: Consiglieri Anna Maria Bigon, Orietta Salemi, Bruno Pigozzo e Claudio Sinigaglia, hanno fatto  una interrogazione a risposta immediata, diretta all’assessore regionale M. Lanzarin. Nella speranza che la Regione Veneto possa intervenire sulla vicenda per fare chiarezza, oltre che a rasserenare gli animi, passando anche per una riforma sulle Ipab che tanto aspettano Cgil, Cisl e UIL.
 
Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

08 Agosto 2019

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