La delibera sugli Oss. Lanzarin: “Non ci saranno Oss di serie A e serie B e la figura dell’infermiere non è in discussione”

La delibera sugli Oss. Lanzarin: “Non ci saranno Oss di serie A e serie B e la figura dell’infermiere non è in discussione”

La delibera sugli Oss. Lanzarin: “Non ci saranno Oss di serie A e serie B e la figura dell’infermiere non è in discussione”
Abbiamo chiesto all’assessore di intervenire sulle polemiche nate in Veneto dalla delibera 305/2021 che istituisce un corso per la formazione complementare dell’oss allo scopo di rispondere ai problemi assistenziali nelle Rsa, legati soprattutto alla carenza di personale infermieristico. “Non andrà a sostituire l’infermiere anzi, l’oss con formazione complementare sarà subordinato ad un infermiere o ad un medico e coopererà al sistema sanitario territoriale. Una risposta tangibile ad un problema reale per migliorare l’assistenza degli ospiti delle case di riposo e  delle Rsa”.

Il polverone nato intorno alla delibera 305/2021 della Regione Veneto sulla formazione complementare dell'Operatore Socio-Sanitario “è immotivato”. La pensa così l’assessore alla Salute Manuela Lanzarin, a cui abbiamo chiesto chiarimenti in merito alle finalità del provvedimento e al rischio, denunciato dalle categorie rappresentative di Infermieri e Oss, che la nuova delibera penalizzi alcuni professionisti e crei una sovrapposizione di competenze.

La delibera nasce per far fronte alle crescenti esigenze di assistenza nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie, sia pubbliche che private, nonché alla carenza di personale che mai come in questo momento si è assistita. Il percorso formativo che riguarda gli OO.SS. prevede un primo step teorico di 150 ore ed un secondo passaggio di tirocinio all’interno degli ospedali di 250 ore, per un totale di 400 ore formative. Tale “porzione” di percorso formativo – si legge nella delibera – verrà materialmente realizzato dalla Fondazione Scuola di Sanità Pubblica (Fondazione SSP), ente che si presta alle attività formative destinate agli operatori sanitari e ai dipendenti del servizio sanitario regionale e che, dunque, possiede l’esperienza necessaria ed un’organizzazione tecnico-informatica adeguata allo scopo della figura dell’OO.SS. “specializzato”.

Lanzarin illustra, quindi, al nostro giornale, le motivazioni della DGR 305 e lo spirito del provvedimento sul percorso di formazione complementare in assistenza sanitaria dell'Operatore Socio-Sanitario. “Siamo in una situazione molto difficile – spiega – soprattutto per quanto riguarda il personale nelle strutture extra ospedaliere. In Veneto, si formano 1200 infermieri all’anno tra le università di Padova e Verona e, con la nuova programmazione per l’anno 2021-2022, siamo riusciti a formarne ulteriori 300. Tirando le somme, nei prossimi anni arriveremo a 1500, ma il fabbisogno di infermieri in Veneto ammonta a 3000 unità”.

“Con la pandemia in atto – continua l’assessore alla salute – c’è stata una necessità straordinaria della figura dell’infermiere, da una parte per rispondere al fabbisogno territoriale, dall’altra per le necessità delle attività ospedaliere. Dobbiamo peraltro fare i conti con il turnover naturale che c’è, al quale dobbiamo aggiungere le uscite legate a quota 100. Ad oggi abbiamo 1500 infermieri in meno nel settore extraospedaliero. Di conseguenza abbiamo ritenuto di approvare una delibera attraverso la quale formiamo e specializziamo oltre 500 OO.SS, anche per rispondere alle necessità dell’assistenza intermedia che sta attraversando momenti drammatici in termini di personale”.  

Rassicura l’assessore Lanzarin che questo provvedimento non creerà operatori socio sanitari di serie A o di serie B, tantomeno di metterà in discussione la figura dell’infermiere, ma verrà creata una nuova qualifica complementare di assistenza sanitaria dell’operatore socio sanitario capace di contribuire in questo momento particolare che le strutture intermedie stanno attraversando. “Non andrà a sostituire l’infermiere – precisa Lanzarin – anzi, sarà subordinato ad un infermiere o ad un medico e coopererà al sistema sanitario territoriale. Una risposta tangibile ad un problema reale che oggigiorno si è verificato, con la speranza che contribuisca a migliorare l’assistenza degli ospiti delle case di riposo e  delle RSA”.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

02 Aprile 2021

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