Latina, paziente in attesa dà in escandescenza. Il Dg Casati: “Servono scelte di sistema condivise”

Latina, paziente in attesa dà in escandescenza. Il Dg Casati: “Servono scelte di sistema condivise”

Latina, paziente in attesa dà in escandescenza. Il Dg Casati: “Servono scelte di sistema condivise”
Era in attesa per una visita nel reparto di Cardiologia. A fermarlo la polizia intervenuta sul posto. Il Dg Casati: “Molto spesso gesti di questa natura sono dovuti a situazioni di squilibrio mentale o ad alterazioni dovute all’uso di sostanze stupefacenti o di alcol. Situazioni prevedibili ed eventualmente arginabili con un’apposita formazione del personale. Ma la causa scatenante altre volte può essere la lunga attesa. Occorre organizzare al meglio ciò che abbiamo a disposizione e trovare soluzioni di sistema condivise”.

“Si stanno verificando sempre più frequentemente nel Lazio e nel Paese comportamenti di violenza diffusi. Quanto è accaduto all'ospedale Goretti di Latina è un atto di vandalismo, ma ancora non sappiamo le ragioni che hanno portato il giovane a danneggiare una finestra mentre era in attesa di una visita nel reparto di cardiologia. Sembra che l'atto sia dovuto piùallo stato emotivo del paziente ma nel stiamo raccogliendo elementi per capire qualcosa in più”. Lo afferma Giorgio Casati, Direttore Generale della Asl di Latina, che commenta all'agenzia Dire l'episodio di danneggiamento di un 27enne romano all'interno del nosocomio pontino.

“Non mi piace generalizzare, ogni atto ha una sua storia,- prosegue Casati- molto spesso gesti di questa natura sono dovuti a situazioni di squilibrio mentale o ad alterazioni dovute all'uso di sostanze stupefacenti o di alcol. Altre volte le degenerazioni sono dovute poi ad una esasperazione generata da lunghe attese o da una mancanza d'informazioni sullo stato di salute del proprio caro al pronto
soccorso o in reparto”.

Per il Dg dell’Asl Latina una parte delle aggressioni sarebbe prevedibili e arginabili con una attività formativa e buona comunicazione da parte dei medici e degli operatori “tesa cioè ad intercettare segnali che preludono atti di violenza da parte di una persona e dunque gestirli. Chiaramente questa non è una garanzia assoluta ma è un passo concreto per evitare casi di violenza”. Inoltre "possiamo mettere appunto protocolli più rapidi per far intervenire le forze dell'ordine, come in quest'ultimo caso di cronaca”.

Per Casati sarebbe utile anche “trasmettere messaggi alla popolazione che siano più positivi. Di fronte ad un messaggio sistematicamente negativo c’è effetto inevitabilmente si produce una reazione negativa da parte delle persone. Cerchiamo di organizzare al meglio ciò che abbiamo a disposizione. La violenza non può essere la risposta a nessuna situazione. Vanno cercate soluzioni condivise”.

30 Agosto 2019

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