Lazio. Bullismo. Al via l’iter della proposta di legge. Previsti 600mila euro per prossimo triennio

Lazio. Bullismo. Al via l’iter della proposta di legge. Previsti 600mila euro per prossimo triennio

Lazio. Bullismo. Al via l’iter della proposta di legge. Previsti 600mila euro per prossimo triennio
Dello stanziamento potranno  beneficiare istituzioni scolastiche, Asl e associazioni che operano nel campo del disagio sociale, in particolare minorile. In base ai riscontri dell'Osservatorio regionale sul bullismo  il 41,5% degli alunni delle scuole elementari e medie se ne dichiara vittima. 

Ha preso il via in Consiglio regionale alla Pisana l’esame della proposta di legge su prevenzione e contrasto al bullismo. A illustrare la normativa è stato il primo firmatario, Massimiliano Valeriani (Pd). Previsto nel testo iniziale uno stanziamento di 600 mila euro nei prossimi tre anni, di cui potranno beneficiare istituzioni scolastiche, Asl e associazioni che operano nel campo del disagio sociale, in particolare minorile. Dopo l’illustrazione e il dibattito generale il presidente Daniele Leodori ha aggiornato i lavori del Consiglio amercoledì 24 febbraio, ore 12, per l’esame dell’articolato.

Valeriani ha ricordato che secondo l’Osservatorio regionale sul bullismo il 41,5% degli alunni delle scuole elementari e medie se ne dichiara vittima. Su Roma e provincia si registra un picco del 45,7%. I fondi, ha spiegato Valeriani, serviranno a sostenere la promozione di iniziative di sensibilizzazione e informazione, corsi di formazione, programmi di assistenza e sostegno, il tutto in un’ottica di “sistema”. Prevista anche la costituzione della Consulta che entrerà in sinergia con Osservatorio e Garante Infanzia. Sulla proposta di legge pendono 129 emendamenti ai quali se ne è aggiunto uno di Giunta, contestato da Francesco Storace (La Destra) che ne ha chiesto il ritiro in quanto ritenuto in grado di provocare la cancellazione di quelli dell’opposizione già a inizio discussione.

Nel corso del dibattito generale Cristian Carrara (Pd), presidente della commissione consiliare competente in materia, ha posto l’accento sull’urgenza di una risposta al cyberbullismo. La discussione della proposta rappresenta, per Carrara, l’opportunità per interrogarsi sugli esempi dati ai più giovani. Olimpia Tarzia (Lista Storace), che ha ritirato la firma dalla proposta di legge, ha lamentato un’insufficiente valorizzazione del ruolo della famiglia e una genericità sugli interventi ammessi a finanziamento. A nome dei colleghi del centrodestra, Tarzia ha chiesto il ritiro degli emendamenti, presentati da Marta Bonafoni (Sinistra italiana), che fanno riferimento al “bullismo omofobico”. Per Bonafoni “non bisogna avere paura delle parole”. I suoi emendamenti, in sintesi, sono destinati a portare l’attenzione su una delle forme più forti di bullismo. L’esponente di Sinistra italiana ha sottolineato che manca un quadro normativo di sistema, come manca collaborazione tra scuola, famiglie e ragazzi.

Secondo Davide Barillari (M5s) manca un confronto con il modello in discussione a livello nazionale e la prevenzione dovrebbe essere inserita in una programmazione strutturata, integrata e a lungo termine. Altre criticità riguardano il ruolo della Consulta regionale e il mancato coinvolgimento delle risorse regionali che già si occupano del fenomeno (Asl e strutture sanitarie e sociali). Giancarlo Righini (FdI) ha definito legge “inutile”. Ha criticato la mancanza di riferimenti a percorsi di evidenza pubblica per l’assegnazione delle risorse e ha espresso perplessità anche sugli interventi previsti. Per Righini – che ha chiesto il ritiro della proposta di legge – non è inoltre sufficientemente approfondito il tema del sostegno alle vittime.

Ultimo intervento nella discussione generale di Eugenio Patané (Pd), secondo il quale è sbagliato minimizzare la gravità e l’entità del fenomeno, che risulta in costante aumento nelle scuole e negli altri luoghi di aggregazione: secondo l’Istat il 50% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni è vittima di episodi di bullismo. Secondo Patanè non si può non tener conto che tra i vari tipi di bullismo c’è anche quello legato all’orientamento sessuale e, allo stesso tempo, bisogna considerare anche che la maggiore pericolosità degli atti di bullismo compiuti attraverso il web.
 

17 Febbraio 2016

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