Lazio. Cgil, Cisl e Uil pronti alla protesta: “Sulla sanità nessuna risposta, solo inerzia e misure spot. Subito incontro con Rocca”

Lazio. Cgil, Cisl e Uil pronti alla protesta: “Sulla sanità nessuna risposta, solo inerzia e misure spot. Subito incontro con Rocca”

Lazio. Cgil, Cisl e Uil pronti alla protesta: “Sulla sanità nessuna risposta, solo inerzia e misure spot. Subito incontro con Rocca”
I sindacati: “A cinque mesi dalle elezioni ci saremmo aspettati segnali concreti di discontinuità. A partire dall’attivazione dei tavoli di confronto tra Regione e rappresentanti dei lavoratori, indispensabili per impostare interventi organici in grado di rimettere in sesto la macchina sanitaria. Ma dalla nuova giunta solo inerzia e misure spot, come l’affitto dei posti letto di pronto soccorso nelle strutture private”.

“Assunzioni, salari, stabilizzazioni, reinternalizzazioni, qualità dei servizi: dalla Regione Lazio nessuna risposta, mentre il sistema sanitario regionale crolla a picco. Se il presidente Francesco Rocca non ci convoca subito, siamo pronti ad aprire una vertenza sull’intera sanità regionale, pubblica e accreditata”. E’ duro e preoccupato il messaggio che Giancarlo Cenciarelli, segretario generale Fp Cgil Roma e Lazio, Giancarlo Cosentino, reggente Cisl Fp Lazio, e Sandro Bernardini, segretario generale Uil Fpl Roma e Lazio, affidano ad una lettera indirizzata al vertice regionale.

“A cinque mesi dalle elezioni ci saremmo aspettati segnali concreti di discontinuità. A partire dall’attivazione dei tavoli di confronto tra Regione e rappresentanti dei lavoratori, indispensabili per impostare interventi organici in grado di rimettere in sesto la macchina sanitaria. Ma dalla nuova giunta solo inerzia e misure spot, come l’affitto dei posti letto di pronto soccorso nelle strutture private. Niente che incida davvero sui problemi strutturali come la carenza di personale, il rispetto dei requisiti di accreditamento, le procedure concorsuali o l’innovazione organizzativa”, scrivono i responsabili delle federazioni di categoria.

“Stiamo assistendo ad un rapido declino del sistema di salute: dalla riduzione delle prestazioni in tante aziende all’allungamento delle liste d’attesa, dall’indebolimento della sanità pubblica alle crisi del privato accreditato, fino all’aumento del ricorso da parte dell’utenza alla spesa out of pocket per i bisogni di cura e assistenza”, prosegue la missiva. “Per questo chiediamo da mesi un piano straordinario di assunzioni relativo a tutti i profili sanitari, tecnici, amministrativi, professionali e ausiliari. Cioè la prima cura salva-vita per il Ssr, necessaria per consentire – tanto nell’immediato quanto in prospettiva, pensando cioè a eventi come il Giubileo 2025 – di mantenere in funzione reparti e servizi. Ma dello sblocco dei concorsi, anche di quelli già banditi, non c’è traccia, così come dei percorsi di stabilizzazione e reinternalizzazione previsti dalla legge e dalle intese. Al contrario si lascia che aziende come l’Umberto I procedano al licenziamento collettivo del personale in appalto o che al Policlinico Tor Vergata, mentre si pensa a nuove gare per l’affidamento all’esterno dei servizi (in contrasto con gli indirizzi normativi), si modifichi unilateralmente l’inquadramento giuridico del personale in violazione di tutti gli accordi. Senza contare che, nel momento in cui le esangui dotazioni organiche costringono i lavoratori a raddoppiare turni, saltare ferie e sobbarcarsi carichi di lavoro insostenibili, si destinano le risorse aggiuntive per la produttività (Rar) alla sola dirigenza medica. Inaccettabile”.

E nella sanità accreditata la situazione non è migliore, visto che, denunciano Cgil Cisl e Uil: “Troppo spesso gli operatori si trovano a lavorare in situazioni di gravissima difficoltà e disagio: costretti a coprire i troppi buchi di organico, con turni massacranti, diritti negati e nessun riconoscimento. A ciò si aggiungano le numerose crisi aziendali, il ricorso a contratti siglati da organizzazioni non rappresentative, l’utilizzo del dumping contrattuale, quando non condizioni di vero e proprio sfruttamento o comunque incompatibili con il regime di accreditamento, in particolare nelle Rsa”.

“Per questo chiediamo alla Regione di convocarci immediatamente”, concludono Fp Cgil Roma Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio. “E annunciamo fin da ora che, laddove non si individuino urgenti soluzioni condivise, siamo pronti ad avviare un percorso vertenziale per l’intero settore del personale del Ssr”.

11 Luglio 2023

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