Lazio. Dai tempi sulle fratture al femore ai cesarei. Migliorano le performance sanitarie. Zingaretti: “Migliorare cure è possibile”

Lazio. Dai tempi sulle fratture al femore ai cesarei. Migliorano le performance sanitarie. Zingaretti: “Migliorare cure è possibile”

Lazio. Dai tempi sulle fratture al femore ai cesarei. Migliorano le performance sanitarie. Zingaretti: “Migliorare cure è possibile”
Pubblicati i nuovi dati forniti dal sistema Prevale sulla qualità delle cure e dei servizi sanitari nella Regione. Femore: dal 41% del 2013 al 54% del 2015 di pazienti operati entro le 48 ore. Cesarei al 27,7% nel 2015 contro il 31,4% del 2013. “Sono migliorati i Lea e i conti”.

“La qualità di cure e servizi sanitari nel Lazio sta migliorando. Quello di oggi è il quarto evento pubblico in cui illustriamo i dati elaborati dal dipartimento di epidemiologia sulle cure nella sanità del Lazio. Siamo sulla strada giusta, i dati ce lo dicono chiaramente: la qualità delle cure sta migliorando in alcune aree strategiche; le scelte di riorganizzazione stanno dando i loro frutti, penso in particolare al dato sulla diminuzione dei cesarei, che deriva in parte anche dalla scelta di chiudere i punti nascita sotto i 500 parti. E oggi c’è un sistema che cura meglio di ieri, perché è più uniforme e quindi più equo”. Queste le parole del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti in occasione della pubblicazione dei dati di Prevale 2016.
 
“Sanità più efficiente e conti in ordine – ricorda il presidente -: due importanti fatti che sono avvenuti in questi anni sono quelli che riguardano i livelli essenziali di assistenza sanitaria, Lea, e la riduzione del disavanzo. Per la prima volta nel 2014 il Lazio supera lo standard minimo previsto sull’adempimento sui Lea, i livelli essenziali di assistenza, passando da 157 punti del 2013 a 168 nel 2014. Nello stesso periodo, tra 2013 e 2014, siamo riusciti quasi a dimezzare il disavanzo sanitario, passando da 669mln del 2013 a 355mln del 2014”.
 
Ecco i dati forniti dal sistema Prevale per il Lazio, considerando in particolare il raffronto tra l’anno 2013 e il 2015:
 
Frattura del femore. Si è passati dal 41% del 2013 al 54% del 2015 di pazienti operati entro le 48 ore.  “Come sapete – rileva una nota – era uno degli obiettivi che abbiamo dato ai direttori, introducendolo tra i criteri valutazione del loro operato. Ricordiamoci sempre che non si tratta di percentuali, ma di persone: aver aumentato del 13% in tre anni gli interventi entro le 48 ore significa aver migliorato, e spesso salvato, la vita a 1.300 persone, tra l’altro, riducendo i costi. Stiamo riuscendo a cambiare il risultato anche in strutture storicamente più difficili come il Grassi di Ostia o il de Lellis di Rieti”.
 
Angioplastica coronarica. Si passa dal 35% del 2013 al 45% del 2015. “Possiamo notare che il trend di miglioramento ha rallentato nell’ultimo anno – fa notare il comunicato – . Questo ci dice che dobbiamo continuare a lavorare sulle strutture meno virtuose, un passo importante sarà l’estensione dell’esperimento molto positivo effettuato a Viterbo sulle ambulanze telecollegate per trasmettere l’elettrocardiogramma alle strutture ospedaliere. Entro l’estate estenderemo questo modello al tutto il 118 di Roma: sarà un ulteriore strumento per migliorare gli standard di cura. Tra l’altro si riduce la mortalità per infarto a 30 giorni dal ricovero. Il miglioramento delle cure sta incidendo sul dato più importante, cioè sulla riduzione della mortalità: i decessi a 30 giorni dal ricovero per infarto nelle strutture ospedaliere del lazio passano dal 9% all’8%”.
 
Riduzione dei tempi di degenza dopo l’asportazione della colecisti. Dal 61% del 2013 al 72% del 2015. “Questo dato – si rimarca – significa migliorare le cure per il paziente, ma anche ridurre i tempi di occupazione dei posti letto e quindi ridurre i costi per la regione i tempi di attesa per gli altri pazienti”.
 
Parti cesarei, stiamo finalmente aggredendo l’anomalia. “I dati del 2015 – precisa la  nota – confermano che siamo riusciti ad abbattere la barriera del 30% dei cesarei dopo molti anni di sostanziale stasi: siamo passati dal 31,4% del 2012 al 27,7% del 2015. Voglio sottolineare ancora come questi dati siano anche frutto di alcune scelte precise: prima tra tutte quella di chiudere i punti nascita sotto i 500 parti l’anno. Erano strutture che lavoravano in maniera inappropriata e che rappresentavano un pericolo per mamme e bambini”.
 
“Non ci fermiamo qui ma andiamo avanti – ha detto Zingaretti – . Con i nuovi piani operativi 2016-2018 dovremo spingere sull’acceleratore su tutte le azioni avviate: dal consolidamento dell’equilibrio finanziario alla costruzione delle reti di cura per i pazienti cronici e all’avvio dei percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali fino al miglioramento della produttività delle aziende. e poi nuove politiche del personale e massima attenzione sugli standard di cura.
Persone e qualità delle cure al centro del sistema sanitario. Strumenti innovativi come prevale ci aiutano in maniera determinante, possiamo dirlo: migliorare la qualità delle cure è possibile”.

18 Aprile 2016

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