Lazio, nuovo ospedale dei Castelli: cosa succederà dopo la chiusura dei nosocomi di Albano e Genzano

Lazio, nuovo ospedale dei Castelli: cosa succederà dopo la chiusura dei nosocomi di Albano e Genzano

Lazio, nuovo ospedale dei Castelli: cosa succederà dopo la chiusura dei nosocomi di Albano e Genzano
In vista dell'apertura del nuovo ospedale dei Castelli, prevista per il 18 dicembre, si sta procedendo alla chiusura dei nosocomi di Albano e Genzano, che interromperanno i ricoveri rispettivamente il 3 e 14 novembre. Le operazioni di trasferimento delle strutture sanitarie nel nuovo ospedale saranno accompagnate da complesse operazioni di gestione delle emergenze che riguarderanno tutto il territorio dei Castelli Romani, estendendosi fino ad Aprilia. IL CRONOPROGRAMMA

Ieri pomeriggio si è tenuta a Pomezia la Conferenza dei Sindaci dei comuni che rientrano nel territorio di competenza della Asl RM6. Erano presenti i primi cittadini di Velletri, Genzano, Ariccia, Lanuvio, Nemi, Rocca di Papa, Rocca Priora, Albano, Ariccia, Castel Gandolfo, Ardea e Pomezia. I sindaci hanno fatto il punto sullo stato della sanità locale e votato favorevolmente – lo rende noto un comunicato stampa della Asl RM6 di questa mattina – il documento sugli obiettivi raggiunti dal Direttore generale, Narciso Mostarda, nei primi 18 mesi di mandato.
 
La conferenza è stata anche l’occasione per ufficializzare il documento tecnico che dà il via alle imminenti operazioni di disattivazione dei due ospedali di Albano Laziale e Genzano di Roma e di attivazione del nuovo ospedale dei Castelli, situato ad Ariccia, in località Fontata di Papa.
 
Nella nota, però, non si fa alcun cenno a come si pensa di comunicare alla cittadinanza interessata un'operazione che lo stesso dg Mostarda non ha esitato a definire "complessa". La chiusura dei due ospedali che da decenni sono il punto di riferimento per un ampio bacino di utenza, è infatti poco conosciuta dagli abitanti dei Castelli, che riferiscono di aver ricevuto notizie frammentarie tramite i social network o catene su Whatsapp create da amici o parenti. La preoccupazione è rivolta principalmente al periodo che va dalla chiusura dei due nosocomi di Albano e Genzano, rispettivamente il 3 e il 14 novembre, fino all’inaugurazione ed entrata in funzione del nuovo ospedale, prevista per il 18 dicembre.
 
Durante la conferenza, il direttore generale Mostarda ha precisato date e modalità di accesso alle strutture ospedaliere: “Dal 3 novembre saranno interrotti i nuovi ricoveri presso l’ospedale di Albano. Rimarrà aperto, però, il Pronto soccorso per tutte le emergenze, escluso il trattamento dei pazienti trasportati dall’Ares 118, che saranno invece veicolati negli altri Pronto soccorso della rete regionale dell’emergenza”.
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“Alla progressiva disattivazione dei reparti dell’ospedale di Albano – prosegue – farà seguito il potenziamento di posti letto aggiuntivi nella Medicina e nella Ortopedia di Frascati, nella Cardiologia di Frascati e Velletri e nella Chirurgia generale di Velletri, trasferendo temporaneamente da Albano anche le risorse umane necessarie”.
 
Per quanto riguarda invece l’ospedale di Genzano, “il blocco dei ricoveri inizierà dal 14 novembre e contestualmente saranno potenziati i posti letto e le risorse umane presso la Pediatria e la Ginecologia di Velletri. In tutti e due i presidi di Albano e Genzano saranno comunque collocati H24 per tutto il tempo necessario mezzi di soccorso medicalizzati”.


 

Mostarda si è poi soffermato sul riuso di quella parte di arredi, attrezzaggio e apparecchiature elettromedicali presenti nei due ospedali e in perfette condizioni: “Riutilizzeremo una parte importante di capitale pubblico acquistato anche molto recentemente nei due ospedali, che equivale al valore di circa 5 milioni di euro”.
 
"Già nella prima fase d'apertura – aveva dichiarato Mostarda in una precedente nota – prevediamo l'attivazione di circa 140 posti letto." Il documento tecnico in allegato fornisce nel dettaglio tutte le informazioni del “trasloco” nel nuovo ospedale dei Castelli, che andrà a servire un bacino d'utenza di circa 500.000 persone.
 
Paola Porciello

Paolo Porciello

31 Ottobre 2018

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