Lazio. Parte la nuova rete per la terapia del dolore. Attivi 2 centri di riferimento e 21 ambulatori

Lazio. Parte la nuova rete per la terapia del dolore. Attivi 2 centri di riferimento e 21 ambulatori

Lazio. Parte la nuova rete per la terapia del dolore. Attivi 2 centri di riferimento e 21 ambulatori
Gli Hub sono stati individuati presso il Policlinico Umberto I e Tor Vergata "nel rispetto del fabbisogno di un centro ogni 2.500.000 abitanti". Zingaretti: “Coinvolgeremo a breve i medici di medicina generale per la definizione dei percorsi che assicurino la presa in carico”.

Due centri di riferimento (Hub) e 21 ambulatori (Spoke) distribuiti in modo omogeneo su tutto il territorio regionale. E’ questa l’articolazione funzionale della nuova rete regionale per la terapia del dolore prevista dal decreto firmato sabato dal Presidente Nicola Zingaretti. Il documento, illustrato in sintesi in una nota della Regione, riorganizza la rete dei servizi e delle competenze che fanno parte della rete assistenziale.

Gli Hub sono stati individuati presso il Policlinico Umberto I e il Policlinico Tor Vergata, nel rispetto del fabbisogno di un centro ogni 2.500.000 abitanti. L’Umberto I sarà punto di riferimento per 11 centri: 6 nel Comune di Roma (S. Giovanni Addolorata, Nuovo Regina Margherita, S. Camillo, Grassi di Ostia, Fiumicino, S. Filippo Neri e S. Andrea) e 4 nelle province: ospedale di Civitavecchia, Belcolle di Viterbo, De Lellis di Rieti, Goretti di Latina e l’ambulatorio del Distretto territoriale di Gaeta.

Tor Vergata invece sarà punto di supporto per 4 centri romani: quello del Pertini, del S. Eugenio, del Presidio integrato S. Caterina della Rosa e dell’Ifo; 6 della provincia: ospedali di Colleferro, di Tivoli, Anzio-Nettuno, Genzano Frosinone e Sora.

“I centri degli Ospedali Pertini di Roma, Grassi di Ostia, San Paolo di Civitavecchia, Santa Maria Goretti di Latina, Santissima Trinità di Sora e F. Spaziani di Frosinone, dovranno essere maggiormente qualificati sia in termini strutturali che organizzativi al fine di assicurare una risposta assistenziale alle aree territoriali di competenza”, spiega la Regione. “Considerate le loro caratteristiche e l’esperienza accumulata in questi anni, i centri del San Giovanni–Addolorata e l’A.O. Sant’Andrea sono riconosciuti come centri di riferimento della rete per la tecnica di neuromodulazione, l’IRCCS I.F.O. ed il S. Filippo Neri per le tecniche invasive su pazienti oncologici e il centro S. Caterina della Rosa e l’A.O. San Camillo per le tecniche invasive su pazienti non oncologici”.

La Rete per la terapia del dolore si avvale di una Struttura di coordinamento regionale, istituita presso la Direzione Salute.

“In base ad una recente ricerca condotta in Europa, l’Italia si colloca ai primi posti con una prevalenza di pazienti con dolore cronico del 26%, dopo la Norvegia (30%) e la Polonia (27%)”, osserva la Regione. “L’obiettivo è quello di garantire a tutte le persone con patologie oncologiche e a tutti i pazienti portatori di una patologia di dolore cronico, la continuità assistenziale in tutte le fasi delle malattia – spiega il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – in questo percorso coinvolgeremo a breve i medici di medicina generale per la definizione dei percorsi che assicurino la presa in carico. La rete è articolata in maniera tale da garantire l’accesso alle cure in modo identico in tutte le aree regionali e nelle strutture in grado di fornire prestazioni appropriate. Anche questo è un nuovo tassello della sanità che stiamo costruendo nel Lazio: una sanità di qualità e più vicina ai reali bisogni di cittadini”.

30 Novembre 2015

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