Lazio. Si cerca di sbloccare l’impasse della Neuroriabilitazione pediatrica al S.Raffaele Pisana

Lazio. Si cerca di sbloccare l’impasse della Neuroriabilitazione pediatrica al S.Raffaele Pisana

Lazio. Si cerca di sbloccare l’impasse della Neuroriabilitazione pediatrica al S.Raffaele Pisana
Domani la direzione regionale Salute terrà un incontro con le associazioni che riuniscono le famiglie dei bambini assistiti da strutture neuroriabilitative per l'infanzia nel Lazio. Una decisione che potrebbe sbloccare la firma di un protocollo con la struttura accreditata dell'Irccs San Raffaele Pisana dedicata alla neuroriabilitazione pediatric ache rischia la sospensione delle attività dal prossimo 30 novembre

Domani (martedì 22 novembre) la direzione regionale Salute terrà un incontro con le associazioni che riuniscono le famiglie dei bambini assistiti da strutture neuroriabilitative per l'infanzia nel Lazio. A seguire, si aprirà un tavolo tecnico-scientifico con esperti di pediatria per colmare l'attuale vuoto normativo rispetto all'attuazione del piano di indirizzo per la riabilitazione passato in Conferenza Stato-Regioni il 10 febbraio 2011.
 
Una decisione che potrebbe sbloccare la firma di un protocollo con la struttura accreditata dell'Irccs San Raffaele Pisana dedicata alla neuroriabilitazione pediatrica. Un centro, con dieci posti letto, che assiste bambini da tutta Italia e che rischia la sospensione delle attività dal prossimo 30 novembre a causa di un'impasse burocratica della proprietà con la Regione che di fatto non consente da anni l'erogazione di rimborsi pubblici a fronte delle prestazioni rese all'utenza.

In particolare, non c'è ancora accordo sugli strumenti di valutazione della disabilità nella fascia 0-18 anni, elemento decisivo per poter riconoscere la validità e l'appropriatezza delle prestazioni fornite dal San Raffaele. I vertici sanitari e amministrativi della struttura, accompagnati da rappresentanti dei genitori, sono stati ricevuti oggi in audizione dalla commissione Politiche sociali e Salute per denunciare questa situazione, alla presenza del Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza. Analoghe problematiche sono state esposte anche relativamente al Bambino Gesù di Roma.

L'annuncio di queste serie di incontri che potrebbero sbloccare l'annosa vicenda è stato dato in apertura di seduta dalla stessa direzione Salute, insieme all'impegno a garantire in ogni caso la continuità assistenziale ai piccoli pazienti.


 


Lorenzo Proia

21 Novembre 2016

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