Lazio. Ticket per le prestazioni di Salute mentale per i minorenni. Il Cobas contro la Regione

Lazio. Ticket per le prestazioni di Salute mentale per i minorenni. Il Cobas contro la Regione

Lazio. Ticket per le prestazioni di Salute mentale per i minorenni. Il Cobas contro la Regione
La Confederazione dell’area Asl Rm/3 accusa la Regione di "superficialità e pressapochismo" in una attività "particolarmente delicata". Le due note emanate tra dicembre e gennaio conterrebbero inoltre “incongruenze e contraddizioni" che che generano "confusione ed incertezza tra gli operatori". Chiesta la sospensione dei provvedimenti

No, da parte del Cobas Asl Roma/3, al pagamento dei ticket per le prestazioni diagnostiche e terapeutiche presso il servizio di Tutela della Salute Mentale e la Riabilitazione dell'Età Evolutiva (TSMREE). Per i delegati Cesare Morra, Paolo Paolacci e Claudia Piermaria, infatti, “aver disposto il pagamento, attraverso il ticket delle prestazioni suddette, non può che rappresentare un ulteriore disagio e difficoltà per tutti quei minori e le loro famiglie già costrette, non solo ad affrontare lunghe liste di attesa per le attività di cura e riabilitazione, ma scontrarsi con complessità di ordine sociale, umano ed economico con il rischio di andare ad alimentare e ad approfondire quel fenomeno di rinuncia e/o abbandono della cura e/o costringere gli stessi utenti a ricorrere alle strutture specialistiche private per poter assicurare i necessari interventi di prevenzione, di recupero e di riabilitazione delle varie patologie”.

Ma non solo. Per i delegati, le note del 28.12.2015, Prot. n° 98657 e del 18.01.2016, Prot. n°3300, emanate, dal Direttore U.O.C.I. TSMREE Enrico Nonnis, contengono “incongruenze e contraddizioni che non possono non aver generato confusione ed incertezza tra le operatrici e gli operatori chiamati ad osservarle”.

Nel dettaglio, spiega il Cobas, “nella prima nota si disponeva ‘l’applicazione del nomenclatore tariffario regionale’ per tutte le prestazioni diagnostiche e terapeutiche, dalle visite specialistiche e riabilitative, alle psicoterapie, alle valutazioni neuro riabilitative e neurolinguistiche, ecc., mentre, a distanza di un solo mese, con la nota del 18.01.2016, Prot. n°3300, veniva modificata sostanzialmente la disposizione precedente limitando il pagamento del ticket alle sole attività e prestazioni specialistiche Neuro-psichiatriche Infantili e Psicologiche”.

L’Os rileva, inoltre, come “la disposizione emanata con ‘effetto immediato’ non abbia visto, peraltro, la realizzazione, presso il CUP, di una ‘Agenda per il TSMREE’ rendendo impossibile persino l’applicazione delle suddette disposizioni”. E ancora, sembrerebbe che il codice indicato nella nota del 18.01. c.a., corrisponderebbe non al TSMREE di v. Via Vaiano, ma al “DSM Psichiatria di Corviale”, a dimostrazione dello “stato di incertezza e confusione determinato dalle sopra indicate disposizioni”.

Tutto questo senza considerare che i provvedimenti “sarebbero in aperto e pieno contrasto con quanto stabilito dal DCA n°U00090 del 10 novembre 2010 che definisce il TSMREE ‘una struttura territoriale aperta ad accesso diretto che esercita funzioni di prevenzione, tutela, diagnosi, cura e riabilitazione….’"

Per il Cobas, in conclusione, le due note “esprimono la superficialità e il pressapochismo con le quali vengono emanate diposizioni che investono Servizi che contemplano attività particolarmente  delicate, senza che queste siano state sufficientemente valutate e verificate sia nella loro attendibilità, sia sulle conseguenze che, queste, possono avere sulle attività e, soprattutto, sui i cittadini/utenti”. Per questo se ne chiede la sospensione, “in attesa di valutare l’opportunità di tali provvedimenti”.

27 Gennaio 2016

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