Lazio. Voto favorevole del Consiglio: istituita Camera conciliazione controversie sanitarie

Lazio. Voto favorevole del Consiglio: istituita Camera conciliazione controversie sanitarie

Lazio. Voto favorevole del Consiglio: istituita Camera conciliazione controversie sanitarie
Al nuovo organismo spetterà il compito di comporre in via stragiudiziale le controversie fra i cittadini e i soggetti erogatori di servizi pubblici regionali che riguardano il mancato rispetto degli standard di qualità previsti. In questa categoria rientra anche la responsabilità medico professionale, nonché l'erogazione di prestazioni sanitarie da parte di Asl e ospedali.

Semaforo verde in Consiglio regionale per la proposta di legge, di iniziativa della Giunta, sulla conciliazione nelle controversie sanitarie e in materia di servizi pubblici. Il provvedimento è stato approvato con 25 voti favorevoli e 1 contrario. Per ridurre gli oneri finanziari e amministrativi di liti e contenziosi tra cittadini ed enti pubblici, la nuova normativa prevede l'istituzione della Camera regionale di conciliazione. A questo organismo spetterà il compito di comporre in via stragiudiziale le controversie fra i cittadini e i soggetti erogatori di servizi pubblici regionali che riguardano il mancato rispetto degli standard di qualità previsti. In questa categoria rientra anche la responsabilità medico-professionale, nonché l'erogazione di prestazioni sanitarie da parte di Asl e ospedali, escluse le liti di particolare complessità e comunque quelle di valore superiore a 50 mila euro.

La Camera di conciliazione verrà istituita presso l'Istituto di studi giuridici ‘Arturo Carlo Jemolo’ e sarà composta da un direttivo di tre persone, nominate dal presidente della Regione secondo modalità disciplinate dalla legge. Il direttivo, a sua volta, dovrà redigere la lista dei conciliatori. I componenti saranno scelti tra magistrati a riposo, avvocati con almeno dieci anni di esercizio, professori e ricercatori universitari o di enti di ricerca in materie giuridiche, notai, commercialisti, medici iscritti agli albi professionali e con almeno dieci anni di esperienza ed esperti in materia di conciliazione. Sarà la Giunta, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge e sentita la commissione consiliare competente, a disciplinare con regolamento l’organizzazione della Camera.

Per i cittadini sarà ovviamente facoltativo scegliere la procedura di conciliazione, mentre l'amministrazione dovrà intervenire obbligatoriamente nel procedimento. Nel corso dell’esame dell’articolato, accolti numerosi emendamenti. A presentarli, anche le forze di opposizione, in particolare per garantire più trasparenza e assenza di conflitti d’interesse.

“Con questa norma – ha spiegato l’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore – preveniamo il contenzioso e rafforziamo gli standard qualitativi degli enti pubblici regionali, inserendoci nel solco delle regioni più virtuose nell’ambito della tutela della salute e, più in generale, dei diritti dei cittadini”.
La proposta di legge era stata licenziata all’unanimità dalla commissione Politiche sociali e Salute, presieduta da Rodolfo Lena (Pd) che commenta: “Si tratta del nono testo che approda con successo in Aula dopo il via libera nella nostra commissione in questa legislatura: un dato particolarmente importante di cui andiamo fieri, soprattutto se si considera che la sanità laziale è ancora in fase di commissariamento”.
 

10 Febbraio 2016

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