Liste d’attesa. L’Ulss 2 istituisce il Cup provinciale

Liste d’attesa. L’Ulss 2 istituisce il Cup provinciale

Liste d’attesa. L’Ulss 2 istituisce il Cup provinciale
Dal 1° gennaio 2020 la richiesta di esami e di visite specialistiche verrà proposta su base provinciale, ed il paziente potrà scegliere se aspettare di ricevere la prestazione nell’ospedale più vicino oppure, per abbreviare i tempi di attesa, di spostarsi in un’altra struttura nella provincia di Treviso. Il Dg Benazzi annuncia anche altre misure contro le liste d’attesa: “Lavoreremo molto con gli accreditati, la libera professione e implementeremo le ore aggiuntive dei nostri specialisti”.

Nuove misure nel territorio della Marca Trevigiana per la lotta alle liste d’attesa dopo la nascita, circa un anno fa, del Cup Manager, figura nata per per ottimizzare la risposta ai bisogni di salute della popolazione nei distretti di Treviso, Asolo e Pieve di Soligo. È stato infatti istituito a settembre, dal direttore generale della Ulss 2 Marca Trevigiana, Francesco Benazzi, il Cup provinciale, allargando l’offerta sanitaria, dal singolo ospedale agli ospedali di tutta provincia di Treviso.

Dal primo gennaio 2020, dunque, la richiesta di esami e di visite specialistiche verrà proposta su base provinciale, ed il paziente potrà scegliere se aspettare di ricevere la prestazione nell’ospedale più vicino oppure, per abbreviare i tempi di attesa, di spostarsi in un’altra struttura nella provincia di Treviso.

“Sul fronte liste d’attesa – ha sottolineato il Direttore Generale – è prevista un’implementazione delle prestazioni. Sul versante regionale la Giunta ci ha dato autorizzazione a portare avanti il progetto con ulteriori investimenti. Per abbattere le liste di attesa lavoreremo molto con gli accreditati, la libera professione e implementeremo le ore aggiuntive dei nostri specialisti”.

Il progetto del Cup provinciale convince solo a metà il segretario provinciale Fimmg Veneto, Brunello Gorini: “Generalmente le persone che fanno le visite non programmate – spiega – sono quelle persone che dall’oggi al domani hanno una necessità che entro massimo 30 giorni deve essere messo in condizioni di potere usufruire la prestazione sanitaria . Se per rispettare questi 30 giorni una persona si deve spostare in un ospedale vicino a quello di residenza, allora il Cup provinciale va bene, se però un paziente, magari non più automunito oppure anziano, si deve spostare da Treviso a Oderzo o Conegliano Veneto, avendo bisogno di una persona che lo accompagni, in questo caso il Cup provinciale non avrebbe più molto senso”.

Ma il segretario provinciale della Fimmg contesta la Ulss anche nel metodo: “Rispettare le liste d’attesa in Veneto – afferma – è rispettare una statistica regionale che ci è stata imposta da una delibera regionale. Istituire un delibera come questa senza chiamare in causa prima i medici, coinvolgendoli, comporta i suoi rischi”

Sul punto si è espresso anche Domenico Crisarà, Vicesegretario generale nazionale Fimmg sottolineando che “il tema delle liste d’attesa non può essere risolto esclusivamente aumentando l’offerta, ma gestendo i problemi attraverso l’appropriatezza, cioè dare ad ognuno ciò di cui ha effettivamente bisogno. In questa prospettiva, il ruolo della medicina di famiglia è fondamentale per la conoscenza globale che ha del paziente. Se poi venisse sposata la nostra proposta di dotare gli studi medici di diagnostiche di I livello che aiuti il medico nel suo percorso di cura, si avrebbe un effettivo alleggerimento delle liste d’attesa”.

Tirate le fila sul problema dei tempi di attesa delle prestazioni sanitarie, resta il fatto, secondo Gorini, che la Regione Veneto non include i medici prima di prendere certe decisioni e, quindi, prima di fare certi atti di Legge. “Condividere una scelta solo dopo che è stata fatta, significa non cogliere le nostre osservazioni prima di un atto regionale. In altre regioni questo processo di condivisione fra Regione e medici avviene con una certa regolarità, almeno per alcuni temi fondamentali sull’offerta sanitaria regionale. Chiediamo che di essere ascoltati, inclusi nei progetti e che venga istituito un tavolo di riflessione e condivisione su quelle che sono le attuali criticità nell’offerta sanitaria in Veneto, come è stato recentemente fatto per la Regione del FVG”.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

14 Ottobre 2019

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