Lo Spallanzani tra i coordinatori del programma Pan Africano di risposta alle malattie infettive

Lo Spallanzani tra i coordinatori del programma Pan Africano di risposta alle malattie infettive

Lo Spallanzani tra i coordinatori del programma Pan Africano di risposta alle malattie infettive
Insieme alla Fondazione Congolese per la ricerca medica e l’University College di Londra sovrintenderanno i lavori di un consorzio di 26 partner internazionali il cui compito è incrementare la capacità di risposta dei paesi africani a emergenze infettive.

L’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, la Fondazione Congolese per la ricerca medica e l’University College di Londra sono i tre partner che coordineranno il Pan Africano di risposta alle malattie infettive (Pan-African Network Pandora-ID-NET).

Il progetto Pandora ID-Net (Pan-African Network For Rapid Research, Response, Relief and Preparedness for Infectious Disease Epidemics) è stato presentato ad Addis Abeba nel corso della conferenza internazionale per le infezioni emergenti organizzata dal Centro Africano per il controllo delle malattie;  è stato finanziato con circa 10 milioni di Euro dall’Edctp (European & Developing Countries Clinical Trials Partnership) e coinvolge 17 istituzioni africane provenienti da tutte le regioni geografiche dell’Africa (incluso il CDC Africano)  e 9 istituzioni europee di Regno Unito, Italia, Germania e Francia.
 
Dopo l'epidemia di Ebola nell'Africa occidentale, con le preoccupazioni per la diffusione della Sindrome Respiratoria del Medio Oriente da Coronavirus (MERS-CoV) nei paesi dell'Africa sub-sahariana, la recente epidemia di Lassa in Nigeria, L’Edctp ha riconosciuto la necessità di costituire un consorzio multidisciplinare in grado di fornire una risposta rapida sia per la preparazione della risposta alle emergenze infettive e la ricerca, che per la gestione clinica dei pazienti sia per guidare a qualsiasi grave epidemia infettiva.

Di questo si occuperà Pandora-ID-NET, che sarà coordinato dalla congolese Francine Ntoumi, da Giuseppe Ippolito dell’Inmi Spallanzani e dall’inglese Alimuddin Zumla. In concreto, il programma svilupperà nell’arco del prossimo quinquennio capacità diagnostiche, di sanità pubblica, di ricerca e sperimentazione clinica, di sorveglianza dei patogeni emergenti e antibioticoresistenza, di indagine sui focolai epidemici in Africa.

“Ancora una volta l’Istituto riesce a rispondere al mandato di garantire il massimo livello di assistenza possibile, la capacità di rispondere ad eventi inattesi, e di fare ricerca avanzata in Italia e nei Paesi maggiormente colpiti dalle malattie infettive”, ha detto il direttore generale dell’Inmi L. Spallanzani Marta Branca.
 
 

13 Marzo 2018

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