Malasanità. Botta e risposta tra Errani e Orlando su diffusione dati e notizie

Malasanità. Botta e risposta tra Errani e Orlando su diffusione dati e notizie

Malasanità. Botta e risposta tra Errani e Orlando su diffusione dati e notizie
Il presidente della Conferenza delle Regioni chiede cautela nella diffusione di notizie, "peraltro non accertate", che mettono in cattiva luce la sanità e rischiano di “minare seriamente” il rapporto di fiducia con la cittadinanza. Orlando risponde: Metodi conformi al profilo istituzionale della commissione e attenti al bene dei cittadini.

“Le rappresento il disagio riguardo alla diffusione nell'ottobre scorso da parte della Commissione d'inchiesta di un rapporto sul numero dei casi di malasanità nelle singole regioni”. A scriverlo è il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, in una lettera inviata il 14 febbraio scorso al presidente della commissione parlamentare di inchiesta per gli errori sanitari, Leoluca Orlando. A renderlo noto è la stessa conferenza delle Regioni, che nella newsletter odierna spiega che l’iniziativa di Errani nasce dal bisogno sentito di usare maggiore cautela quando si parla di malasanità, considerata anche la distinzione tra la denuncia di presunti casi e l’accertamento di questi. Evitare, dunque, “controproducenti allarmismi”, anche nel rispetto del personale che opera nel Ssn e dei cittadini che si rivolgono ai servizi sanitari.
I dati diffusi dalla commissione infatti, afferma Errani sono stati “ampiamente ripresi dalla stampa” con “titoli e articoli estremamente penalizzanti soprattutto per il meridione d'Italia”, peraltro senza essere accompagnati “da alcuna spiegazione o precisazione sul valore, sulle fonti e sulla metodologia di acquisizione nonché sul grado di attendibilità e di verifica”. E questo rischia “di produrre effetti secondari particolarmente negativi nei confronti del sistema sanitario e mina seriamente il rapporto di fiducia con la cittadinanza”.
Peraltro, osserva il presidente delle Regioni, “da un confronto con i dati del monitoraggio degli eventi sentinella da parte del ministero della Salute appare evidente come i dati diffusi non distinguono tra le denunce dei cittadini su presunti torti subiti e gli effettivi casi di malasanità accertati”.
 
A seguito della notizia resa nota dalla newsletter della Conferenza delle Regioni, anche Orlando ha decido si rendere nota la lettera di risposta inviata ad Errani il 16 febbraio scorso, dicendosi “francamente stupito” dalle parole di Errani. “La lamentela diffusa – scrive Orlando – sembra, in realtà, fare riferimento a specifiche situazioni nelle quali, per fortuna trattasi di casi del tutto isolati, accade che organi regionali soggetti a controllo non sembrano avere compreso (e mi auguro trattarsi di una incomprensione solo contingente) il ruolo istituzionale di questa Commissione”, cioè “la tutela della salute dei cittadini e la professionalità di tanti operatori mortificate, troppo spesso, da logiche di parte, da sprechi e danni erariali, in taluni casi persino dettati da subalternità a criminalità organizzata”.
Per quanto concerne i criteri di raccolta, elaborazione e diffusione dei dati relativi a presunti errori sanitari, Orlando sottolinea che “la Commissione, per la sua natura di organo parlamentare di inchiesta, opera in piena autonomia sulla base di segnalazioni che pervengono dai cittadini interessati al singolo caso, ovvero sulla scorta di notizie riportate da organi di informazione da cui risulti l’attivazione della competente autorità giudiziaria”. E per evidenziare la cautela e la sensibilità usata, Orlando sottolinea che alla segnalazione fa di norma seguito l’invio di una richiesta agli assessori regionali di riferimento per l’acquisizione di elementi documentali piuttosto che la linea dura delle ispezioni. “È di tutta evidenza, pertanto – continua Orlando -, che non può esservi corrispondenza tra i criteri ministeriali che presiedono al monitoraggio dei cd. eventi sentinella e la metodologia di raccolta e rielaborazione, anche statistica, dei dati da parte della Commissione di inchiesta”.
Orlando auspica quindi “la costante collaborazione delle Regioni con la Commissione, che a sua volta presta attenzione e rispetto verso il difficile e delicato compito degli organi regionali”, concludendo con l’“apprezzamento” e la “gratitudine” per “il fattivo apporto finora ordinariamente prestato da tutti gli organismi responsabili a livello regionale e locale”.
 

22 Febbraio 2011

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