Marche. La longevità del futuro? Un mix di tradizioni rurali e innovazioni scientifiche

Marche. La longevità del futuro? Un mix di tradizioni rurali e innovazioni scientifiche

Marche. La longevità del futuro? Un mix di tradizioni rurali e innovazioni scientifiche
Il messaggio lanciato nell’ambito del convegno “Dieta Mediterranea e civiltà rurale: viatico per i centenari marchigiani”, organizzato dall’Irccs Inrca nella giornata inaugurale della 24° edizione di “Tipicità 2016”. “Riconoscere e valorizzare la longevità tipica della nostra Regione è un punto di forza per allargare il confronto con territori che non godono della stessa qualità di vita”.

La longevità di domani sta nell’innovazione scientifica che fa tesoro delle tradizioni rurali. E’ il messaggio lanciato nell’ambito del convegno “Dieta Mediterranea e civiltà rurale: viatico per i centenari marchigiani”, organizzato dall’Irccs Inrca (Istituto Nazionale Riposo e Cura Anziani) a Fermo nella giornata inaugurale della 24° edizione di “Tipicità 2016”.
 
“Riconoscere e valorizzare la longevità tipica della nostra Regione – ha ricordato Paolo Calcinaro, Sindaco di Fermo – è un punto di forza per allargare il confronto con territori che non godono della stessa qualità di vita”. Anna Casini, Vicepresidente e Assessore regionale all’Agricoltura, ha sottolineato come si intenda “sviluppare il tema dell’agricoltura sociale attraverso progettualità dedicate all’anziano, che non si possono affrontare senza un valido contributo scientifico”.
 
A tale proposito ha illustrato il progetto Inrca-Regione “Longevità Attiva in ambito rurale”, per sviluppare un format di servizi a carattere sociale rivolti alle persone in età avanzata. “E’ in un contesto di cura e ricerca – ha ricordato Gianni Genga, Direttore Generale dell’Inrca – che l’Istituto è da anni impegnato a valorizzare a livello nazionale le tematiche dell’invecchiamento”.
 
Tema fondamentale per una vecchiaia in salute quello dei cambiamenti nello stile di vita. “Negli ultimi cinquant’anni – ha spiegato Leonardo Seghetti, prof. di chimica e trasformazione degli alimenti dell’Istituto tecnico agrario Ulpiani di Ascoli – il modo di alimentarsi è cambiato radicalmente. Prima del boom economico la dieta era quella mediterranea e i pasti un’occasione di convivialità. I centenari attuali provengono da quella cultura rurale, invece oggi più di 30 milioni di italiani mangiano soli, fuori casa e molti prodotti, già cucinati e pronti per il consumo, subiscono un forte impoverimento delle proprietà nutritive”.
 
Del rapporto tra alimentazione e prevenzione hanno parlato gli specialisti dell’Inrca. “Non esiste una dieta specifica per prevenire l’osteoporosi – ha ricordato Pietro Scendoni, Responsabile Reumatologia dell’Inrca di Fermo – ma è essenziale agire sui fattori che incidono sulla salute dell’osso, come una dieta ricca di vitamina D e calcio, di cui sono ricchi pesce azzurro e frutta secca”.
 
Secondo l’Oms infatti  circa un terzo delle malattie croniche e tumori potrebbero essere evitati proprio con il cibo. Come la sarcopenia, ovvero la riduzione della massa muscolare, una patologia in crescita. “In Italia – ha spiegato Bruno Mistretta, Medicina riabilitativa Inrca di Fermo – colpisce circa 5 milioni di persone, di cui il 50% sopra gli 80, ed è la principale causa di invalidità nell’anziano”.
 
Un adeguato apporto calorico e proteico, ha concluso Paolo Orlandoni, Nutrizione Clinica, “con 20-30 Kcal e 1 grammo di proteine per ogni chilo di peso corporeo, alternato a una costante attività fisica, migliora la funzione circolatoria e il consumo di ossigeno del muscolo”.

06 Marzo 2016

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