Medicina generale. Fials chiede più visite domiciliari

Medicina generale. Fials chiede più visite domiciliari

Medicina generale. Fials chiede più visite domiciliari
Il sindacato chiede alla Regione di “preparare il campo per una nuova convenzione con i medici di famiglia, coinvolgendo anche le parti sociali e le associazioni di pazienti”. La prima necessità è “sensibilizzare gli assistiti sulla prevenzione”. Ma “deve essere anche abbattuto il vincolo di essere a studio 15 ore a settimana affinché i medici vadano a fare visite domiciliari, facendosi rilasciare una ricevuta opportuna con tanto di firma dal paziente a casa”. Per la Fials “la trasparenza e la correttezza accrescono la fiducia”.

“Prevenire è meglio che curare. E’ un aforisma che sentiamo oramai ogniqualvolta si parla di malattie che possono essere diagnosticate e indagate in tempo al fine di ottenere un esito fausto e una aspettativa alta di guarigione. Non meno l’abbiamo sentito ripetere questa scorsa domenica quando a Roma si è svolta la Race for the cure contro il tumore al seno. Ma non è certo l’unica patologia sulla quale si deve porre l’attenzione. A tal proposito diventa inoppugnabile quindi coinvolgere sempre più attori per divulgare l’importanza della prevenzione. Primi fra tutti i medici di famiglia che devono sollecitare i propri assistiti nel sottoporsi a opportuni screening periodici e controllare i risultati di esami e test per sgomberare il campo da ogni rischio che potrebbe essere sottovalutato”. E’ quanto afferma in una nota la Segreteria provinciale Fials di Roma che ritiene “fondamentale che la Regione Lazio e le Asl territoriali impegnino i medici di medicina generale nel ruolo primario di erogatori di salute”.

Questo perché, spiega il sindacato, “sono loro a essere a contatto prossimo con il paziente che devono visitare anche periodicamente. Almeno una volta l’anno se non affetto da particolari patologie, avere contezza dei propri screening e controlli periodici che, secondo l’età di ciascuno devono essere eseguiti con la giusta frequenza. Quante volte infatti il medico non vede neppure il paziente presso lo studio perché l’unico contatto di quest’ultimo è con la propria segretaria. Ecco a questa modalità di rapporto deve essere  scritta la parola fine”.

Per la Fials, quindi, la Regione deve essere “la prima artefice nella responsabilizzazione dei Mmg perché la prevenzione fa risparmiare l’erario regionale e rende più snello e produttivo l’alveo ospedaliero  sia per gli interventi di elezione che ancora di più per l’emergenza. Quindi lo screening per i tumori della donna, la Moc periodica una volta l’anno, gli esami periodici per i tumori dell’uomo, il controllo di eventuali patologie cardiovascolari e, al contempo, la conoscenza delle diverse familiarità devono interessare direttamente i medici di famiglia”.

E “proprio in questo ambito – precisa la Fials Lazio – la Regione, oltre che allertare i Mmg, deve vigilare sul loro andamento. Il vincolo di essere a studio 15 ore a settimana deve essere abbattuto affinché i medici vadano sì a fare visite domiciliari, ma si facciano rilasciare una ricevuta opportuna con tanto di firma dal paziente a casa. La trasparenza e la correttezza in questo caso accrescono la fiducia”.

“Anche se la nostra proposta può apparire impopolare, o piuttosto potrà apparire impopolare al governatore Nicola Zingaretti oramai protratto verso la politica nazionale – conclude la Fials -, sarà sicuramente interessante e ampiamente condivisa dai pazienti-utenti e da tanti colleghi ospedalieri che si ritrovano sempre più malati che ricorrono alle cure del pronto soccorso in assenza dei propri medici di base o, peggio, nel parziale disinteresse di questi. Invitiamo quindi la Regione Lazio a preparare il campo per una nuova convenzione con la categoria dei Mmg coinvolgendo anche le parti sociali e le associazioni di pazienti sul territorio”.

24 Maggio 2019

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