Medicina. Zaia contro numero chiuso: “Abolito un diritto costituzionale, faremo fine Inghilterra che importa i medici”

Medicina. Zaia contro numero chiuso: “Abolito un diritto costituzionale, faremo fine Inghilterra che importa i medici”

Medicina. Zaia contro numero chiuso: “Abolito un diritto costituzionale, faremo fine Inghilterra che importa i medici”
Il Governatore del Veneto denuncia come una miopia il fatto che anche quest'anno un solo candidato su sei potrà accedere alle Facoltà di Medicina in Italia. Per Zaia è grave come i candidati siano aumentati e i posti disponibili siano diminuiti .

"Errare è umano, perseverare diabolico. Anche quest’anno solo un candidato su sei potrà accedere alle Facoltà di Medicina. Lo farà indovinando le crocette di un quiz. Gli altri cinque invece non potranno dimostrare sul campo il loro valore studiando, dando esami, cioè facendo veri test. E’ ingiusto, miope, discriminatorio, pericoloso perché assegna di fatto al caso la decisione su chi diventerà medico".

Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, contrario fin dal 2013 al numero chiuso per l’accesso all’Università, interviene oggi in occasione dei via ai test di medicina, che fa registrare circa 62.700 candidati per 10.132 posti disponibili.

"Ricordo un Ministro che, il 21 maggio 2014, in piena campagna elettorale per le Europee, venne a Padova a dire che il numero chiuso sarebbe stato abolito – aggiunge Zaia -. Esultai con riserva e purtroppo la riserva era fondata: quella captatio benevolentiae  in un tempio dello studio universitario è rimasta lettera morta, sepolta dentro all’ultimo cassetto dell’immancabile commissione tecnica, istituita per individuare il metodo alternativo migliore".

"Più di due anni dopo – fa notare il Governatore veneto – ci risiamo anzi, stiamo peggio di prima, perché sono aumentati i candidati e diminuiti i posti disponibili. L’Italia sta per fare la fine dell’Inghilterra, dove questo sistema è pesantemente fallito e dove si devono importare medici e infermieri dall’estero, anche dal Veneto, e si mandano i referti per via telematica dall’altra parte del mondo per farli valutare".

"Ultimo aspetto, ma per gravità di certo non l’ultimo – conclude Zaia – il business dei corsi di preparazione al test, che possono arrivare a costare anche duemila euro. Vale a dire: chi può paga e si prepara; chi non può si affida al destino o rinuncia in partenza. Invece che abolire i quiz si è abolito il diritto costituzionale allo studio per tutti".


 


Lorenzo Proia

06 Settembre 2016

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