Minori vulnerabili. A Roma inaugurato nuovo centro a Torre Spaccata

Minori vulnerabili. A Roma inaugurato nuovo centro a Torre Spaccata

Minori vulnerabili. A Roma inaugurato nuovo centro a Torre Spaccata
È ospitato in una ex scuola in disuso, oggetto di un importante lavoro di riqualificazione realizzato con l’intervento della Regione. Il progetto di cure primarie e accoglienza per minori stranieri non accompagnati e romani vulnerabili sarà gestito dall’organizzazione InterSos. Il Centro, in grado di ospitare già fino a 20 ragazzi, sarà aperto 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno.

E' stato inaugurato questa mattina in via di Torre Spaccata 157, InterSos24, il nuovo centro di cure primarie e accoglienza per minori stranieri non accompagnati e romani vulnerabili. La struttura, una ex scuola in disuso, è stata oggetto di un importante lavoro di riqualificazione reso possibile grazie all'intervento della Regione Lazio. Il nuovo centro sarà gestito dall’organizzazione InterSoS. Ad annunciarlo una nota della Regione Lazio. Mentre dalla sua pagina Facebook l'organizzazione InterSos evidenzia come diversi street artist si siano messi all’opera per riaqualificare la facciata della ex scuola in disuso..
 
All'inaugurazione hanno preso parte alla cerimonia di inaugurazione gli Assessori regionali al Bilancio, Patrimonio e Demanio, Alessandra Sartore e alle Politiche Sociali, Rita Visini, per InterSos il Segretario Generale, Kostas Moschochoritis e il Responsabile Programma Migrazioni, Cesare Fermi e per il VI Municipio il Presidente, Roberto Romanella e l’Assessore alle Politiche sociali, Francesca Filipponi.

InterSos24è un progetto che racchiude tante sfaccettature – ha spiegato l’Assessore al Bilancio, Patrimonio e Demanio della Regione Lazio, Alessandra Sartore -. Rappresenta la sinergia positiva tra il pubblico, la Regione Lazio, proprietaria dell’immobile, un’ex scuola in disuso da anni, e InterSos, un’organizzazione in prima linea per fronteggiare le emergenze umanitarie. E’ anche un esempio di riqualificazione urbanistica di un luogo abbandonato, insicuro, che aveva perso la sua iniziale funzione e a cui viene data una seconda chance, una nuova vita. La chiave di questo modello positivo è sicuramente la solidarietà che ha unito tutti i soggetti, pubblici e privati, coinvolti. I temi dell’immigrazione, dell’inclusione di chi arriva e necessita di cure, assistenza e di un alloggio ci toccano e coinvolgono come istituzione. Noi vogliamo esserci e fare la nostra parte”.

“InterSos24 – ha aggiunto l’Assessore alle Politiche sociali, Rita Visini – incarna il modello di welfare su cui la Giunta Zingaretti punta da quattro anni: un servizio sociale inclusivo, aperto al territorio, che tiene insieme accoglienza delle fragilità e cure sanitarie, che fa rinascere spazi pubblici inutilizzati. Anche per questo la Regione Lazio ha semplificato e favorito l’accoglienza residenziale dei minori stranieri non accompagnati. Questa è l’unica strada percorribile per costruire davvero l’integrazione e spezzare la spirale dell’intolleranza: coltivare spazi nuovi di dignità dove le persone possano guardarsi in faccia e riconoscersi reciprocamente”.

Il Centro, in grado di ospitare già fino a 20 ragazzi, sarà aperto 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno e avrà al suo interno un ambulatorio medico le cui porte saranno aperte anche ai romani in difficoltà in modo da contribuire ad una vera integrazione. Nell'ambulatorio saranno presenti specialisti in ginecologia, pediatria e malattie infettive, che effettueranno sia prestazioni inerenti alla propria specializzazione clinica che assistenza medica di base e orientamento ai servizi sociosanitari.

“InterSos24 sarà un luogo aperto per il quartiere e per tutta la città di Roma. Uno spazio dove l’integrazione la si potrà toccare con mano ogni giorno”, ha dichiarato Cesare Fermi, responsabile Programma Migrazioni di InterSos. “L’operatività dell’ambulatorio non intende sostituirsi alle strutture del servizio sanitario locale – ha continuato Fermi – ma piuttosto l’obiettivo del progetto è quello di dare vita ad un modello riproducibile di servizio socio-sanitario, che non si sostituisca al servizio sanitario pubblico, ma che anzi lo supporti e lo integri, al fine di creare un reale valore positivo e un vantaggio per la struttura sociale che lo accoglie e che possa incidere positivamente sulle politiche pubbliche stesse”.

Le principali attività di accoglienza diurna spazieranno dall’assistenza medica di base alla attività di sportello per l'informazione e l'orientamento ai servizi; dallo sportello informativo legale a quello di supporto psicologico; dai laboratori di partecipazione attiva all’inserimento in percorsi formativi/lavorativi. Le attività di accoglienza notturna comprenderanno invece la cena, un posto letto, docce, servizio di lavanderia, la colazione.

Ad affiancare le attività del Centro ci sarà inoltre un servizio di Unità di Strada, attivato da InterSos già dal novembre 2016, volto al monitoraggio del territorio, all’aggancio dell’utenza, alla promozione del servizio, all’individuazione dei casi più vulnerabili. Pe realizzare tutte queste importanti attività, InterSos ha lanciato la campagna “Sogno la fine di un viaggio da incubo”. “Fino al 15 ottobre – comunica la Regione Lazio nella nota – è possibile sostenere il lavoro di InterSos in favore dei bambini in fuga dalla guerra con un SMS o chiamata da rete fissa al numero 45525”.
 

11 Ottobre 2017

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