Napoli. Scotti (Omceo): “Non c’è nulla che può giustificare aggressioni ai medici”

Napoli. Scotti (Omceo): “Non c’è nulla che può giustificare aggressioni ai medici”

Napoli. Scotti (Omceo): “Non c’è nulla che può giustificare aggressioni ai medici”
Il presidente dell’Ordine napoletano interviene dopo l’ultima aggressione ad alcuni medici del Cardarelli: “Chi aggredisce un medico commette anche un reato contro la Costituzione”. E poi una stoccata a Chersevani: “Non ci sono ragioni organizzative o attenuanti che tengano”.

“Noto con piacere che in queste ore si sono susseguiti messaggi di solidarietà nei confronti dei colleghi brutalmente aggrediti al Cardarelli, mentre cercavano di svolgere il proprio lavoro. Mai come oggi la categoria deve affermare il proprio ruolo nella società civile che non è curare la struttura o l'organizzazione ma curare le persone solo così si potrà rinsaldare quel patto di fiducia che tra medico e paziente non deve mai venire meno”. Così Silvestro Scotti, presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli, chiama idealmente a raccolta i camici bianchi.
 
Il presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli lancia però un avvertimento: “Non strumentalizzate le aggressioni – dice – al fine di vincere battaglie personali riferite alla governance, altre sono le sedi e soprattutto altri sono i momenti per queste considerazioni”. In modo particolare Silvestro Scotti si rivolge a quanti stanno spostando l’attenzione verso le carenze strutturali, di organizzazione o di organico del Cardarelli e di tutti gli altri ospedali e presidi interessati da queste “spregevoli aggressioni”.     
 
“Picchiare un medico che sta cercando di curare il proprio paziente è un attentato alla Costituzione – sottolinea Scotti -, una vera e propria aggressione a quell’Articolo 32 che “tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, tutela che si esplicita anche nella fragilità del medico che quando cura non si domanda se lo fa in strutture o con organzzazione idonee ”. Contro chi aggredisce un medico non ci sono ragioni o attenuanti che tengano. La carenza del personale, le attese a causa del sovraffollamento, nulla di tutto questo può rendere meno odiose queste aggressioni. E quanti dimenticano questo, soprattutto ‘gli addetti ai lavori’ (e il riferimento è la nota della presidente Fnomceo Roberta Chersevani), devono rendersi conto che le parole hanno un peso e possono anche piombare addosso ai colleghi medici come macigni. Non ci sono scuse – conclude Scotti – chi aggredisce un medico nell’esercizio della professione si rende colpevole di un gesto gravissimo e forse è arrivato il momento che anche il legislatore e conseguentemente i magistrati operino perché si consideri l'aggressione ad un medico come un reato contro i diritti costituzionali. Attenzione a non far passare le carenze del Sistema Sanitario quasi come attenuanti nei confronti di chi è abituato alla violenza, le carenze sono una soluzione che può ridurre il fenomeno non eliminarlo fintanto che chi ne ha la responsabilità non si rende conto che va recuperato nella considerazione dei cittadini il valore sociale, civile e morale della classe medica”.  

17 Giugno 2015

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...