Non autosufficienti. Nasce la nuova Casa protetta di Ravarino

Non autosufficienti. Nasce la nuova Casa protetta di Ravarino

Non autosufficienti. Nasce la nuova Casa protetta di Ravarino
Ospiterà 75 persone non autosufficienti. Previsti anche nuovi appartamenti per soggetti parzialmente non autosufficienti. Il costo complessivo è stimato in circa 7,4 milioni di euro, finanziati dalla Regione, dalla Fondazione della Cassa di risparmio di Modena e dall'investitore privato, che gestirà per 30 anni la nuova struttura accreditata e che è stato selezionato attraverso una gara pubblica.

Con la posa della prima pietra ieri pomeriggio, sono partiti i lavori per la realizzazione della nuova Casa protetta di Ravarino (Mo). La struttura, dal costo complessivo di circa 7,4 milioni di euro, potrà ospitare 75 persone non autosufficienti – 15 in più rispetto alla capienza dell’attuale Casa che sarà chiusa una volta ultimati i lavori della nuova – e dare così una risposta adeguata ai bisogni dei residenti dei sei comuni del Distretto socio-sanitario interessato (Bastiglia, Bomporto, Castelfranco Emilia, San Cesario, Nonantola e Ravarino). Collegati alla struttura centrale, sorgeranno anche nuovi appartamenti pensati per le persone parzialmente autosufficienti, che potranno in questo modo usufruire di servizi di assistenza su richiesta, conservando però una certa autonomia.

Il progetto è stato presentato nel corso di un incontro pubblico, che si è svolto presso il salone del Circolo Arci Uisp di Ravarino, al quale hanno partecipato gli ospiti dell’attuale casa protetta assieme ai loro famigliari e agli operatori, alla presenza del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, della presidente pro-tempore dell’Unione dei Comuni del Sorbara e sindaco di Bastiglia, Francesca Silvestri, del sindaco di Ravarino, Maurizia Rebecchi e del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Paolo Cavicchioli.

L’opera, che sorgerà su un terreno di proprietà comunale, sarà portata a termine grazie al dispositivo della finanza di progetto, “un’esperienza unica nel suo genere in Emilia-Romagna, per complessità e impegno economico previsti”, afferma la Regione in una nota. Il costo complessivo della nuova Casa protetta è stimato in circa 7milioni e 400mila euro, finanziati dalla Regione, dalla Fondazione della Cassa di risparmio di Modena e dall'investitore privato, che gestirà per 30 anni la nuova struttura accreditata e che, informa la Regione, “è stato selezionato attraverso una gara pubblica”.

05 Giugno 2017

© Riproduzione riservata

Collaborare non fa rima con burocrazia
Collaborare non fa rima con burocrazia

Gentile Direttore, abbiamo letto con attenzione la replica della SIMEU sul modello ligure di gestione dei ricoveri urgenti e del boarding.  Ne condividiamo il tono e lo spirito laddove richiama...

Boarding e ricoveri urgenti, serve autonomia clinica e lavoro condiviso
Boarding e ricoveri urgenti, serve autonomia clinica e lavoro condiviso

Gentile Direttore,a proposito della recente discussione sul modello organizzativo ligure per la gestione dei ricoveri urgenti e del boarding è necessario innanzi tutto sgombrare il campo da alcuni fraintendimenti: nessuno,...

Prevenzione urologica maschile. Open Day a Villa Scassi, 275 accessi
Prevenzione urologica maschile. Open Day a Villa Scassi, 275 accessi

Prosegue, in Liguria, con grande partecipazione l’iniziativa “Uomo in Salute – Open Week-end 2026”, dedicata alla prevenzione urologica maschile. Dopo il primo appuntamento presso l’IRCCS Policlinico San Martino di Genova,...

La sanità che non riesce ad uscire dall’ideologia dei silos. Il caso Liguria
La sanità che non riesce ad uscire dall’ideologia dei silos. Il caso Liguria

Gentile Direttore, nel dibattito aperto in Liguria sul nuovo modello organizzativo per la gestione dei ricoveri urgenti e per la riduzione del boarding in Pronto soccorso, c’è un punto che...