Numero unico emergenza. I sindacati: “Nessun trionfalismo, fino a oggi solo molti errori e spreco di denaro pubblico”

Numero unico emergenza. I sindacati: “Nessun trionfalismo, fino a oggi solo molti errori e spreco di denaro pubblico”

Numero unico emergenza. I sindacati: “Nessun trionfalismo, fino a oggi solo molti errori e spreco di denaro pubblico”
Sindacati rappresentativi degli infermieri, dei vigili del fuoco e della polizia criticano la gestione del 112: “Sono state dilapidate risorse pubbliche per strutture ridondanti, moltiplicando gli incarichi governativi e gli sprechi. Con cifre nettamente inferiori avremmo potuto convogliare la risposta in un’unica soluzione e adeguare la tecnologia obsoleta utilizzata dai sistemi di emergenza”.

Allungamento dei tempi di risposta, centinaia di localizzazioni errate, inoltro delle chiamate ai servizi sbagliati, incomunicabilità tra gli enti del soccorso.

È questo che si è verificato in molte regioni d’Italia dove si è passati al Numero Unico Europeo per l’emergenza 112.

A denunciarlo, in risposta alla Regione Piemonte che nei giorni scorsi aveva fatto un bilancio dell’attività del numero unico nel 2017, è un comunicato congiunto delle sigle sindacali rappresentative di infermieri, vigili del fuoco e polizia NurSind, Co.Na.Po. Fns Cisl, Confsal, Uilpa, Siulp, Sap, Siap.

“Ricordiamo i toni trionfalistici con cui si affermava la nascita di un nuovo servizio senza che i cittadini si accorgessero del cambiamento ed è sulla base di questa convinzione che informare la popolazione, benché dovuto per legge, è stato ritenuto superfluo”, spiegano i sindacati. I risultati della mancata comunicazione “ben visibili. Su quasi un milione di chiamate pervenute al 112 NUE nel 2017 la metà sono state archiviate cioè non sono state trasmesse ad alcun servizio. Questo significa che la metà delle richieste hanno contribuito a sovraccaricare le linee di comunicazione, a diminuire la recettività, ad aumentare i tempi d’attesa e a creare i colli di bottiglia. Un’informazione corretta e capillare avrebbe diminuito il numero di richieste totali ottemperando ad un’attività chiamata prevenzione”.

Inefficiente, per i sindacati anche l’organizzazione: “Sono state dilapidate risorse pubbliche per strutture ridondanti, moltiplicando gli incarichi governativi e gli sprechi. Con cifre nettamente inferiori avremmo potuto convogliare la risposta in un’unica soluzione e adeguare la tecnologia obsoleta utilizzata dai sistemi di emergenza”.

Un solo esempio: la geolocalizzazione: “la parola ha il potere di far inorridire qualsiasi addetto ai lavori: né pattuglie, né ambulanze sono geolocalizzabili”, scrivono i sindacati. "La Centrale Unica di Risposta 112 non dispone di connessione internet, condizione peraltro condivisa con l’emergenza sanitaria”.

Per questo, in occasione della giornata del Numero Unico Europeo celebratasi l’11 febbraio, le rappresentanze dei lavoratori delle sale operative hanno inviato alla IV Commissione Sanità della Regione Piemonte un documento contenente i criteri per attuare sul territorio soluzioni interforze, sollecitando nel contempo la richiesta di un’audizione congiunta.
 

13 Febbraio 2018

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