Nuova sezione diagnostica Zooprofilattico delle Venezie. Zaia posa la prima pietra

Nuova sezione diagnostica Zooprofilattico delle Venezie. Zaia posa la prima pietra

Nuova sezione diagnostica Zooprofilattico delle Venezie. Zaia posa la prima pietra
La nuova sezione dello Zooprofilattico ospiterà laboratori di diagnostica e di ricerca, uffici, aule didattiche, uno stabulario e la sezione di necroscopia veterinaria. Sorgerà nell’area interessata all’emergenza Pfas, che vede impegnati tecnici e ricercatori dell’Istituto nel monitoraggio dei possibili effetti sulle derrate, sugli allevamenti e sull’uomo.

“L’Istituto Zooprofilattico sale agli onori delle cronache soprattutto quando ci sono epidemie, zoonosi, emergenza aviaria o grandi allarmi sulla salubrità dei cibi in tavola. Con i suoi laboratori e il lavoro dei ricercatori lo Zooprofilattico delle Venezie è una eccellenza del Veneto, un presidio della qualità dell’intera filiera agroalimentare del Nordest”. Lo ha detto il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ponendo la ‘ prima pietra” della nuova sezione diagnostica dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

Nel ringraziare il direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Daniele Bernardini, il sindaco di Buttapietra Sara Moretto e la provincia che ha messo a disposizione parte dei terreni, il presidente del Veneto, affiancato dall’assessore regionale alla sanità Luca Coletto, ha voluto rendere omaggio in particolare ai lavoratori del cantiere che,  ha detto, “si spaccano la schiena e si fanno i calli alle mani per dare vita a questa struttura di oltre 6 mila metri quadrati”, che è “a beneficio dell’intera economia regionale, e in particolare del settore agroalimentare”.

La nuova sezione diagnostica dell’Istituto Zooprofilattico, ha spiegato Zaia, rientra un progetto organico: il controllo delle derrate agroalimentari, la salute e il benessere degli animali negli allevamenti e dei consumatori. “Integrerà una rete di 11 strutture nel territorio regionale – ha proseguito – che danno una risposta alle 160 mila industrie agricole del Veneto e all’intero comparto agroalimentare regionale che fattura 6 miliardi di euro ed è di settore di riferimento nel panorama nazionale. Una rete di eccellenza e di presidio della sicurezza animale e ambientale, quella delle sedi dell’Istituto Zooprofilattico, che è garanzia per la qualità del nostro settore agroalimentare e per il paese intero”.

La nuova sezione veronese dello Zooprofilattico ospiterà principalmente laboratori di diagnostica e di ricerca, uffici, aule didattiche, uno stabulario e la sezione di necroscopia veterinaria.

Sorgerà nell’area interessata all’emergenza Pfas, che vede impegnati tecnici e ricercatori dell’Istituto nel monitoraggio dei possibili effetti sulle derrate, sugli allevamenti e sull’uomo. “Anche in questa emergenza, la Regione, grazie alla collaborazione di istituti scientifici come lo Zooprofilattico, ha dato prova di grande tempismo, serietà e operatività per monitorare e prevenire i rischi di inquinamento – ha detto il presidente del Veneto – Non appena avuta evidenza dell’inquinamento ambientale delle acque e della possibile contaminazione delle colture agricole e degli allevamenti, la Regione Veneto è intervenuta coinvolgendo tutte le autorità sanitarie e di vigilanza interessate, compreso l’istituto Zooprofilattico, e investendo nella sicurezza degli acquedotti. Nessuna regione o istituzione in Italia si è preoccupata per questa emergenza come il Veneto”, ha concluso Zaia.

06 Giugno 2017

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