Nuovi poveri. Agli sportelli della Caritas aumentano i divorziati e i disoccupati di mezza età

Nuovi poveri. Agli sportelli della Caritas aumentano i divorziati e i disoccupati di mezza età

Nuovi poveri. Agli sportelli della Caritas aumentano i divorziati e i disoccupati di mezza età
Presentato il report 2017 redatto dall’Osservatorio della Caritas. In Veneto le persone a rischio povertà, ossia che non riescono a vivere secondo gli standard minimi, sono oltre 800 mila e le famiglie coinvolte sono circa 350 mila. All’interno delle famiglie i disagi più frequenti, sono per lo più di origine economica (38%), lavorativa (25%), abitativa (12%), ma non mancano richieste per problematiche inerenti la salute (11%) o le relazioni famigliari (7%).”

Nelle scorse settimane è stato presentato il report 2017 redatto dall’Osservatorio della Caritas, che si è concentrato sul tema “Povertà educative e risorse comunitarie” ed oltre a raccogliere i dati provenienti dai Centri di ascolto e dai Servizi Caritas, approfondisce il tema del doposcuola. Doposcuola perché? Perché sono infatti i figli a pagare il prezzo più alto della solitudine, dell’insicurezza e del disagio a fronte di entrambi i genitori spesso impegnati tutto il giorno a lavoro (spesso anche la domenica). La povertà di cui stiamo parlando ora non è quella classica, ma è quella fatta di padri divorziati, di lavoratori sottopagati o di disoccupati di mezza età, privi  di una rete di protezione, senza l’aiuto dei nonni o che non possono permettersi alcuni servizi per i bambini.

Ma chi sono le persone “tipo” che si rivolgono oggi alla Caritas?  In Veneto le persone a rischio povertà, ossia che non riescono a vivere secondo gli standard minimi, sono oltre 800 mila e le famiglie coinvolte sono circa 350 mila. “Agli sportelli Caritas padovani – parla il direttore Caritas don Luca Facco – si rivolgono per lo più stranieri (nel 2017 sono stati 1478) mentre è costante la presenza di italiani (969). Registriamo però un calo di richieste da parte degli stranieri, probabilmente legato al fatto che lo straniero, se non trova lavoro tende ad andare via, mentre l’italiano no. Nel territorio per la maggior parte intercettiamo coppie con figli, con problematiche legate prevalentemente a questioni economiche, cioè con un reddito non sufficiente per l’abitazione o per le spese di salute o per i figli. Invece nel Centro di ascolto diocesano si rivolgono in particolare persone sole, senza dimora, con problematica relative soprattutto alla questione abitativa. Dai nostri dati, all’interno delle famiglie i disagi più frequenti, sono per lo più  di origine economica (38%), lavorativa (25%), abitativa (12%), ma non mancano richieste per problematiche inerenti la salute (11%) o le relazioni famigliari (7%)”.

Da questo rapporto è emerso anche che, se una  famiglia si trova in difficoltà, tende a procrastinare le spese mediche: tra pagare l’affitto e curarsi, si paga l’affitto. Oltre alle richieste per problemi legati alla salute che giungono ai Centri di ascolto, al Poliambulatorio Caritas Cuamm stanno registrando un aumento di richieste di aiuto da parte di minori: lo scorso anno su 509 persone, 168 erano comprese tra zero e 17 anni, ed è una fascia molto consistente.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

22 Agosto 2018

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...