Ottici negli ospedali pubblici. Aimo: “Inaccettabile risolvere così il problema delle liste d’attesa”

Ottici negli ospedali pubblici. Aimo: “Inaccettabile risolvere così il problema delle liste d’attesa”

Ottici negli ospedali pubblici. Aimo: “Inaccettabile risolvere così il problema delle liste d’attesa”
Questo il commento dell'Associazione italiana medici oculisti in merito all'ipotesi circolate in questi giorni. In una lettera indirizzata all'assessore alla Salute, Stefania Saccardi, l'Aimo chiede: "Perché allora non convenzionare i tanti piccoli studi privati di medici oculisti sparsi sul territorio? Per quale motivo non fare dei contratti ai tanti giovani oculisti neospecialisti in attesa di sistemazione?". LA LETTERA

Non vengano accettate eventuali proposte riguardanti l'utilizzo di ottici /optometristi in convenzione per ridurre le liste d’attesa per le prestazioni oculistiche negli ospedali pubblici, ma si considerino piuttosto altre strade per risolvere il problema. Così, in una lettera indirizzata all'assessore alla Salute, Stefania Saccardi, l'Associazione italiana medici oculisti interviene in merito all'ipotesi sollevata negli ultimi giorni da alcuni quotidiani locali.
 
"Le visite oculistiche ,che siano prime visite o visite di controllo, prevedono oltre all’esame della vista l’esecuzione di altre prestazioni quali l’esame obiettivo alla lampada a fessura , la misurazione del tono oculare e l’esame del fondo oculare dopo instillazione di collirio midriatico; tutte queste prestazioni necessarie ai fini del corretto inquadramento diagnostico sono di esclusiva competenza del medico oculista preparato dal Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia e dalla successiva specializzazione in Oftalmologia", si spiega nel testo.
 
"Pensare quindi di risolvere il problema delle liste d’attesa per la visita specialistica convenzionando dei negozi di ottica , oppure facendo dei contratti a figure non sanitarie, ci appare una proposta superficiale ed irricevibile", sottolinea l'Aimo.
 
Piuttosto, per risolvere il problema l'Associazione chiede all'assessore: "Perché allora non convenzionare i tanti piccoli studi privati di medici oculisti sparsi sul territorio? Per quale motivo non fare dei contratti ai tanti giovani oculisti neospecialisti in attesa di sistemazione? Darebbero un servizio molto più completo di quello che potrebbero fornire ottici e ottici optometristi".

10 Settembre 2016

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