Piano liste d’attesa del Lazio. Per la Cimo “bene, ma non si tocchi l’intramoenia”

Piano liste d’attesa del Lazio. Per la Cimo “bene, ma non si tocchi l’intramoenia”

Piano liste d’attesa del Lazio. Per la Cimo “bene, ma non si tocchi l’intramoenia”
Il sindacato accoglie con favore il provvedimento della Regione Lazio, ma contesta la correlazione fatta tra liste d’attesa e intramoenia: “E’ un’associazione falsa e fuorviante, la vera causa delle liste di attesa è la grave carenza di prestazioni e di organizzazione dei servizi pubblici”.

“Bene la presentazione del decreto per il governo delle liste d’attesa del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, ma si lasci stare l’intramoenia e si smetta di attribuire tutte le cause della malasanità laziale alle visite private”. Così Renato Andrich, Segretario Regionale Vicario Cimo Lazio, commenta il piano per abbattere le lista d’attesa, sottolineando però che “si prende atto con soddisfazione dell'iniziativa regionale, ma sarebbe necessario rendere strutturale il potenziamento delle prestazioni istituzionali rese gratuitamente ai cittadini per soddisfare i reali bisogni e riorganizzare il servizio delle cure primarie e dell'assistenza ambulatoriale mettendo in campo tutte le risorse, per offrire un sistema realmente efficace”.

 Per Cimo Lazio, però, “bisogna smetterla di correlare con ossessività il problema delle liste d’attesa con l'attività libero professionale dei medici dipendenti pubblici. E’ un’associazione falsa e fuorviante, la vera causa delle liste di attesa è la grave carenza di prestazioni e di organizzazione dei servizi pubblici”. Secondo Andrich “mentre cresce il pericoloso fenomeno della medicina low cost e prospera la sanità privata, le accuse demagogiche contro la libera professione dei medici servono solo a nascondere le vere carenze del nostro sistema sanitario. E' assurdo tentare di collegare il malfunzionamento delle aziende sanitarie, con i loro problemi organizzativi, con quello che i medici pubblici fanno nel loro tempo libero. Sarebbe una correlazione motivata solo se i medici dirottassero i pazienti istituzionali nella loro libera attività, e per verificarlo basterebbero un’adeguata  sorveglianza e punizioni esemplari, o nel caso in cui ci fosse una riduzione strumentale da parte delle aziende sanitarie di servizi istituzionali per realizzare risparmio di gestione e incremento di profitto sulle percentuali della libera attività dei propri medici”.

“Fuori di queste due ipotesi perverse  – conclude il Segretario Regionale Vicario Cimo Lazio – la libera professione non deve essere collegata con le liste d’attesa. E' tempo che le aziende sanitarie svolgano seriamente i compiti loro assegnati dall'art. 32 della Costituzione, nelle finalità individuate dalla legge 833 istitutiva del SSN, assicurando l'universalità delle cure in un sistema solidale finanziato con la fiscalità generale, senza ricercare alibi fuorvianti”.

14 Aprile 2017

© Riproduzione riservata

Salute mentale. La preghiera del Papa contro stigma ed esclusione chiude la V edizione di Ro.Mens
Salute mentale. La preghiera del Papa contro stigma ed esclusione chiude la V edizione di Ro.Mens

Un messaggio di speranza e inclusione, capace di superare ogni confine e raggiungere idealmente il mondo intero. La quinta edizione di RO.MENS, il Festival della Salute Mentale per l'inclusione sociale...

Influenza. Parte oggi nelle Marche la campagna vaccinale
Influenza. Parte oggi nelle Marche la campagna vaccinale

Parte oggi, 12 ottobre, in tutte le Marche, la campagna di vaccinazione antinfluenzale 2026-2027. L’avvio sarà contestuale nelle diverse sedi di erogazione regionali, comprese le farmacie aderenti, con l’obiettivo di...

Vaccinazioni. In Sicilia istituzioni e medici danno l’esempio
Vaccinazioni. In Sicilia istituzioni e medici danno l’esempio

Medici e istituzioni siciliane insieme, a Palermo, per dare il buon esempio e richiamare l’attenzione sull’importanza della prevenzione in occasione della campagna vaccinale 2026-2027. L’appuntamento è per mercoledì 14 ottobre,...

Reggio Calabria. Piano straordinario per cure a pazienti dializzati in attesa di una soluzione definitiva
Reggio Calabria. Piano straordinario per cure a pazienti dializzati in attesa di una soluzione definitiva

Collaborazione istituzionale tra G.O.M. (Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria) e Asp di Reggio Calabria per garantire la regolare erogazione dei trattamenti emodialitici a tutti i pazienti dializzati fino al...