Piemonte. Chiamparino riorganizza la rete ospedaliera. Cura dimagrante per le strutture complesse pubbliche e private

Piemonte. Chiamparino riorganizza la rete ospedaliera. Cura dimagrante per le strutture complesse pubbliche e private

Piemonte. Chiamparino riorganizza la rete ospedaliera. Cura dimagrante per le strutture complesse pubbliche e private
Nei pubblici caleranno da 842 a 668 e nel privato da 185 a 148. Ma non ci sarà nessuna riduzione di posti letto e di personale che al contrario aumenteranno ma con una diversa distribuzione e finalizzazione. Saitta: "Attuazione delibera sarà impegno dei nuovi direttori generali di Asl e Aso nella prossima primavera". L'atto verrà portato giovedì al Ministero dell'Economia. IL PIANO IN SINTESIRIORGANIZZAZIONE EMERGENZA

“Il nostro obiettivo è riqualificare la spesa sanitaria riducendo gli sprechi che in questi anni hanno abbassato la qualità del sistema sanitario piemontese, per tornare ad investire sul territorio, sulle tecnologie più avanzate e sulla prevenzione. Oggi abbiamo avviato un percorso che entro il 2017 ci consentirà di mettere in movimento risorse importanti per almeno 400 milioni di euro destinate anche all'edilizia sanitaria e soprattutto a rafforzare in modo considerevole l’assistenza territoriale e domiciliare”. Lo ha detto il Presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, commentando l'approvazione da parte della Giunta regionale della delibera sulla revisione della rete ospedaliera pubblica e privata. “E’ un atto indispensabile per tornare a programmare l’offerta sanitaria pubblica e privata come in questa Regione non si faceva da troppo tempo”.

L’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, precisa i tempi dell’applicazione di questa revisione: “L’attuazione concreta di questa delibera di programmazione, che applica il decreto Balduzzi ed il Patto della salute, sarà il primo compito dei nuovi direttori generali delle Asl e delle Aso, nella primavera prossima”. Domani giovedì 20 novembre la delibera sarà portata come atto di impegno politico al cosiddetto Tavolo Massicci a Roma, al Ministero dell'Economia che poi la dovrà approvare entro i prossimi mesi, presumibilmente nella prossima convocazione di marzo 2015.

“Ci presentiamo a Roma – sottolinea Saitta – con una grande mole di lavoro svolta dalla Giunta Chiamparino nei primi cinque mesi di attività, consapevoli di avere l'onere di scelte difficili, spesso impopolari e sempre rinviate nel passato. Noi vogliamo uscire dal Piano di rientro, per ridare dignità al Piemonte. Per i cittadini non ci saranno rivoluzioni, la revisione della rete ospedaliera pubblica non comporta alcun disservizio per gli utenti, anzi: nei prossimi due anni porterà ad un reale aumento di efficienza nei reparti. Oggi le strutture complesse attive negli ospedali pubblici del Piemonte sono 842, con una frammentazione eccessiva di personale e con una produzione che troppo spesso non raggiunge i volumi necessari per garantire parametri di sicurezza agli ammalati” sottolinea Saitta, che spiega come l’accorpamento li porterà entro i prossimi due anni ad averne solo 668; nelle strutture private le strutture complesse sono 185 e diventeranno 148.

“Non ci saranno né licenziamenti, né riduzioni di personale: a partire dal 2015 ci saranno invece incrementi di personale medico ed infermieristico. La nostra programmazione serve a valorizzare le numerose eccellenze della nostra sanità, ma soprattutto a garantire ai piemontesi un servizio sanitario che fermi l’emorragia di mobilità passiva verso altre Regioni”.

La sanità del Piemonte negli ultimi anni è molto cambiata: la produzione è calata del 3% ma senza la contestuale riduzione dei costi ed è aumentata la mobilità passiva verso altre Regioni, il cui saldo è diventato negativo di 30 milioni nel 2013.

“I cittadini non assisteranno ad una riduzione di posti letto nelle strutture bensì ad una diversa distribuzione che comporterà un aumento importante di posti letto di continuità assistenziale sull’intero territorio. “Ne abbiamo indicati in delibera ben 1330 in più – osserva l’assessore – un prima risposta alla richiesta di tante famiglie che dopo il ricovero ospedaliero chiedono soluzioni per gli ammalati, spesso anziani, prima del rientro in famiglia. Questa la grande differenza rispetto alle scelte della precedente amministrazione regionale”.

“Il fatto che la delibera è un atto di programmazione da attuare nel tempo entro i prossimi due anni – aggiunge Saitta – ci consente di completare il confronto sul territorio e con i sindaci e la popolazione, spostando alla fine del 2015 la scelta su alcune situazioni di particolare rilievo: ad esempio dove collocare nel territorio del VCO geograficamente penalizzato il pronto soccorso rafforzato di servizi essenziali ed il Dea di I livello, così come di valutare il mantenimento della classificazione di I livello per strutture come il Martini”.
 

19 Novembre 2014

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