Piemonte. Città della Salute. Vittima attentato al “Bardo” di Tunisi torna alla normalità grazie a interventi di chirurgia plastica

Piemonte. Città della Salute. Vittima attentato al “Bardo” di Tunisi torna alla normalità grazie a interventi di chirurgia plastica

Piemonte. Città della Salute. Vittima attentato al “Bardo” di Tunisi torna alla normalità grazie a interventi di chirurgia plastica
La donna cinquantenne aveva riportato diverse fratture e lesioni, tra cui quella che le ha troncato l’arteria femorale sinistra. I medici torinesi sono stati impegnati soprattutto a chiudere i tragitti che le pallottole avevano creato nella coscia attraversandola da parte a parte per consentire in seguito una ripresa funzionale valida. 

Numerosi colpi d’arma da fuoco, ferite gravissime, giorni vissuti in coma. Poi il trasferimento nella sua Torino e, a condizioni non ancora completamente stabili, gli interventi di chirurgia plastica che le permetteranno prima di avere un aiuto al miglioramento delle condizioni generali e poi di ritornare alla normalità. Nel giorno in cui la strage del Bardo di Tunisi ritorna d’attualità, arriva dalla Città della Salute e della Scienza di Torino l'ottima notizia del recupero di una delle vittime dell’attentato, una cinquantenne che nell’attacco ha riportato diverse fratture e lesioni (tra cui quella che le ha troncato l’arteria femorale sinistra) che hanno costretto i medici del primo intervento a eseguire le cosiddette fasciotomie, incisioni praticate nella cute per ridurre il rischio di ischemia a causa della compressione dovuta all’edema post traumatico.

“Quando ci sono grandi edemi sugli arti – spiega Fabrizio Malan, presidente della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, Sicpre, e primario del reparto di Chirurgia plastica dell'ospedale Cto della Città della Salute e della Scienza di Torino in cui è avvenuto l’intervento – si opera in modo da ridurre la pressione sugli altri vasi, per scongiurare l’ischemia. In questi casi la cute funziona come una specie di laccio, perché ovviamente ha una limitata capacità di espansione, e quindi per ridurre rischi più gravi si praticano le fasciotomie. I medici tunisini hanno eseguito questa operazione e dopo il trasferimento a Torino e la dimissione dal reparto di terapia intensiva a noi è toccato ricostruire tutto, con le tipiche accortezze che i chirurghi plastici mettono in pratica per avere il risultato migliore possibile. Soprattutto, è stato necessario chiudere i tragitti che le pallottole avevano creato nella coscia attraversandola da parte a parte per consentire in seguito una ripresa funzionale valida”.

“La cicatrizzazione è un processo che avviene in parte su base genetica – ricorda Malan – ma a seconda delle tecniche con cui si sutura e della cura che si presta alla ferita in fase di guarigione il risultato finale può essere più o meno gradevole ed estetico, un obiettivo che ci prefissiamo in nome del più ampio concetto di benessere del paziente, un concetto che noi soci Sicpre intendiamo a 360° tra corpo e anima, come è nella natura di una specialità che nasce, e resta, insieme ricostruttiva ed estetica”. Dopo il dramma, i ricoveri, gli interventi, la paziente dell’Ospedale Cto della Città della Salute e della Scienza di Torino è avviata alla migliore guarigione.“La paziente potrà essere dimessa fra non molto e proseguire così con più intensità il programma di riabilitazione già avviato durante il ricovero nella nostra struttura”.

20 Maggio 2015

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