Piemonte. Hta e sostenibilità del sistema. Il punto al convegno presso la Città della Salute

Piemonte. Hta e sostenibilità del sistema. Il punto al convegno presso la Città della Salute

Piemonte. Hta e sostenibilità del sistema. Il punto al convegno presso la Città della Salute
Lanciate proposte per superare il reale rischio di default, come l’adozione di un tetto unico per la farmaceutica. Il Piemonte non solo rispetta il tetto fissato a livello nazionale (11,35% del FSR) ma, con il 10,49% si attesta come una tra le regioni maggiormente virtuose al di sotto della media nazionale (11,19%).

Farmaci sempre più efficaci. Farmaci in grado di allungare la vita con una migliore qualità della stessa ma, anche farmaci sempre più costosi che pesano, inevitabilmente, sui bilanci regionali. Occorre, dunque, trovare soluzioni che possano da un lato assicurare le cure farmacologiche ai cittadini e, dall’altro, tenere sotto controllo la spesa. A ricordare lo sforamento della spesa sanitaria era stato proprio l’assessore alla sanità della regione Piemonte Antonio Saitta che nel 2014 ha superato il tetto stabilito dai parametri nazionali con un + 1,9%. Una maggiore spesa causata soprattutto dalla spesa farmaceutica ospedaliera con in testa i farmaci per le terapie antitumorali. Della spesa farmaceutica e delle politiche di controllo su di essa si è parlato nel corso del convegno ‘Hta e sostenibilità del sistema sanitario’ svoltosi alla Città della Salute venerdì scorso. Un convegno fortemente voluto da Thomas Schael consulente della Regione ed esperto HTA dell’Ires Piemonte, nel quale sono stati messi sul piatto tematiche alle quali è necessario dare una soluzione se non una vera e propria svolta.

Tra le relazioni più puntuali per la serie di numeri e dati messi a disposizione dei partecipanti (oltre 300), si sono segnalate quelle di Claudio Jommi (Università del Piemonte Orientale e Cergas Bocconi) e di Nello Martini (Accademia Nazionale di Medicina).  Il primo ha fatto il punto della situazione sull’accesso ai farmaci a livello europeo fornendo un confronto fra i sistemi di Francia, Germania e Regno Unito e ricordando come in Italia sia presente un minor livello di trasparenza nella definizione dei prezzi nonché un tempo di accesso ai farmaci, all’indomani dell’approvazione da parte dell’EMA (l’Agenzia Europea per i medicinali), pari a 347 giorni.

Nello Martini, nella sua presentazione, ha invece trattato il tema della sostenibilità del sistema lanciando alcune proposte operative per superare il reale rischio di default. Tra queste si segnalano l’adozione di un tetto unico per la farmaceutica (risparmio atteso di 200 milioni anno); la revisione del prontuario (PTN) con il delisting per farmaci con un prezzo a confezione inferiore minori a 10 euro ma ponendo attenzione per i malati che presentano pluripatologie croniche (risparmio ipotizzabile fino a 500 milioni anno); la revisione delle categorie omogenee in alternativa alle gare regionali in equivalenza (risparmio atteso 400 milioni anno); la rinegoziazione del biotech a brevetto scaduto (risparmio atteso 130 milioni anno); l’abolizione di tutti i tetti di prodotto e di classe con una procedura P/V.

Dopo le proposte si è passati all’analisi della spesa farmaceutica piemontese e al suo collocamento all’interno della graduatoria nazionale. A livello territoriale la nostra regione non solo rispetta il tetto fissato a livello nazionale (11,35% del FSR) ma, con il 10,49% si attesta come una tra le regioni maggiormente virtuose al di sotto della media nazionale (11,19%). In termini reali si tratta di una spesa pari a poco meno di 1 miliardi di euro (931.968.725) con uno scostamento positivo rispetto al parametro nazionale di poco più di 70 milioni (70.831.548).

Note meno lieti riguardano la spesa farmaceutica ospedaliera. In questo caso i vincoli nazionali impongono un tetto del 3,5% ponendo il Piemonte, con il 4,65%, fuori dallo standard. Si tratta di una spesa di 288.962.127 milioni di euro con uno scostamento, in questo caso negativo, di 94.640.987 milioni di euro. Da notare che la regione governata da Chiamparino si pone in media con le performance delle altre regioni (4,5%) a testimonianza che i limiti imposti sono difficilmente raggiungibili e seguono una logica più improntata ad ottenere il massimo vantaggio dal payback a carico delle aziende farmaceutiche (in proposto si segnala la recente sentenza del Tar Lazio). Sarà dunque compito dell’assessorato guidato da Antonio Saitta promuovere l’utilizzo dei generici nonché attivare le varie proposte del Direttore dell’Accademia di Medicina Nello Martini che, se messe in atto, garantirebbero l’utilizzo di farmaci più efficaci ed innovativi preservando l’equilibrio dei conti pubblici.
 

20 Aprile 2015

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