Piemonte. È polemica sul riassetto della sanità. Saitta: “Solo sciacallaggio politico per spaventare i cittadini”

Piemonte. È polemica sul riassetto della sanità. Saitta: “Solo sciacallaggio politico per spaventare i cittadini”

Piemonte. È polemica sul riassetto della sanità. Saitta: “Solo sciacallaggio politico per spaventare i cittadini”
“Noi lavoriamo per migliorare l’offerta sanitaria”. “Se poi a qualcuno non piace che i primariati negli ospedali scendano da 842 a 667 e che le strutture complesse di natura amministrativa scendano da 240 a 97, pazienza".

“In queste ore registro fibrillazioni relative ai contenuti degli atti aziendali che i direttori delle aziende sanitarie stanno predisponendo per dare attuazione alla programmazione regionale sia sulla rete ospedaliera che sulla rete di assistenza territoriale. Si utilizzano i casi dell’Oftalmico di Torino (il cui servizio verrà ricollocato e non certamente soppresso) come del Punto nascite di Susa (dove rafforzeremo un day service materno-infantile per garantire sicurezza a mamme e bambini in una struttura che oggi registra meno di 100 parti anno), così come i casi dell’ospedale di Borgosesia o di Casale Monferrato (dove qualcuno fa credere che verranno soppresse le cure ai cardiopatici o ai malati oncologici), per alzare il tono di una polemica che di politico non ha davvero nulla”.


 


L’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta interviene così replicando a quella che definisce “la strumentalizzazione e lo sciacallaggio di chi approfitta delle fragilità dei cittadini per alimentare timori infondati sulla riorganizzazione della sanità regionale, facendo credere che i malati non saranno più curati come prima semplicemente perché stiamo riorganizzando il numero dei primariati medici ed amministrativi che negli ultimi decenni in Piemonte era cresciuta a dismisura”.
 
“Ho fortemente voluto un’opera di programmazione e di razionalizzazione della sanità regionale coerente ai parametri fissati a livello nazionale dal Ministero:q uesta è la strada obbligata per completare il percorso iniziato da un anno e portare il Piemonte fuori dal doloroso piano di rientro dal debito sanitario. Io voglio la fine del commissariamento per restituire al Piemonte gli spazi di manovra e l'autonomia di decisione senza più essere sottoposti al rigido controllo dei Ministeri romani”, ha proseguito.


 


“Se poi a qualcuno non piace che i primariati negli ospedali scendano da 842 a 667 e che le strutture complesse di natura amministrativa scendano da 240 a 97, pazienza – aggiunge Saitta – Il passaggio da struttura complessa a struttura semplice è una questione prettamente di tipo organizzativo, nulla toglie alle funzioni e ai servizi per i pazienti. Voglio rafforzare i servizi, migliorandone qualità ed efficacia, eliminando doppioni e sovrapposizioni e soprattutto accorpando quei reparti dove l’attività è troppo bassa rispetto agli standard di legge (ovvero si fanno pochi interventi l’anno), perché bassa attività significa maggior rischio per i malati”.


 


“Quelli che oggi stanno facendo non una critica politica alle scelte del Governo regionale, ma un’opera di sciacallaggio approfittando delle paure delle persone, sono gli stessi che non hanno mai fatto nulla per porre fine al commissariamento della sanità piemontese, che non hanno mai controllato i conti e neppure i bilanci delle aziende sanitarie, che hanno preferito favorire i privati e le lobby”, conclude l'assessore.

Claudio Risso 

18 Settembre 2015

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