Piemonte. Sant’Anna di Torino riceve Bollino Rosa per accoglienza e gestione donne vittime di violenza

Piemonte. Sant’Anna di Torino riceve Bollino Rosa per accoglienza e gestione donne vittime di violenza

Piemonte. Sant’Anna di Torino riceve Bollino Rosa per accoglienza e gestione donne vittime di violenza
La struttura è stata inserita tra le migliori sette realtà ospedaliere italiane. In 7 casi su 10, gli episodi di violenza si sono consumati nel contesto familiare ed affettivo della donna per mano del coniuge, partner o ex-partner (66%).

L'ospedale Sant'Anna della Città della Salute di Torino è stato premiato con i Bollini Rosa tra le migliori sette strutture ospedaliere italiane per l'attenzione nell'accoglienza e nella gestione delle donne vittime di violenza. La violenza di genere è un problema sempre più diffuso, con gravi conseguenze sociali e sulla salute psicofisica di chi viene aggredito. Lo scorso anno, si è registrata la più alta percentuale di donne tra le vittime di omicidio nel nostro Paese, circa il 36% del totale (179 donne su 502), il 14% in più rispetto al 2012.

Secondo il rapporto Eures, pubblicato a novembre 2014, le Regioni centrali hanno presentato il maggior numero di femminicidi, anche se il Sud risulta l’area più a rischio. In 7 casi su 10, gli episodi di violenza si sono consumati nel contesto familiare ed affettivo della donna per mano del coniuge, partner o ex-partner (66%). Per questi motivi, O.N.Da (Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna) ha voluto porre in evidenza e premiare con un apposito riconoscimento le migliori competenze degli ospedali italiani con i Bollini Rosa, che prevedono azioni innovative nell'accoglienza e nella gestione delle donne vittime di violenza, dal Pronto Soccorso alla Rete dei Servizi territoriali competenti. Gli ospedali vincitori sono stati premiati oggi, alla Casa dei Diritti del Comune di Milano, alla presenza delle Autorità cittadine e degli specialisti coinvolti nella tematica.

I progetti candidati sono pervenuti da 66 strutture ospedaliere, di cui 42 al Nord, 17 al Centro e 7 al Sud e nelle Isole. Un apposito Comitato ha assegnato 2 riconoscimenti: una targa alle “Best Practice”, ovvero le strutture eccellenti nella gestione della donna vittima di violenza ed una pergamena con le 'Menzioni speciali', agli ospedali comunque attenti ed impegnati sul tema della violenza di genere.

Sono stati premiati come Best Practice: l’Ospedale Civile Spirito Santo (Pescara – Abruzzo), il Policlinico Umberto I (Roma – Lazio), l’Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII (Bergamo – Lombardia), l’Ospedale Maria Vittoria (Torino – Piemonte), l’Ospedale Misericordia di Grosseto (Grosseto – Toscana), l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino Ospedale Ostetrico-Ginecologico S. Anna (Torino – Piemonte) e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi (Firenze – Toscana).

Hanno ricevuto la Menzione speciale: il Presidio Ospedaliero San Rocco (Sessa Aurunca – Campania), l’Azienda Ospedaliera IRCCS di Reggio Emilia – Arcispedale S. Maria Nuova (Reggio Emilia–Emilia Romagna), l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma (Parma – Emilia Romagna), l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Ospedali Riuniti” di Trieste (Trieste – Friuli Venezia Giulia), l’Ospedale Treviglio e Caravaggio (Treviglio – Lombardia), il Presidio Ospedaliero San Martino – Oristano (Oristano – Sardegna).  O.N.Da ha inoltre conferito una Menzione d’onore al Pronto Soccorso Ostetrico/Ginecologico e Soccorso Violenza Sessuale e Domestica della Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, come modello di eccellenza e di riferimento a livello nazionale nell'ambito della gestione delle donne vittime di violenza.

“La problematica della violenza sulle donne, a livello nazionale ed internazionale, è oggi un tema di grande attualità – sottolinea Francesca Merzagora, Presidente di O.N.Da – Gli ultimi dati presentati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano che il 35% delle donne nel mondo è vittima di violenza fisica e/o sessuale da parte del partner o di sconosciuti e che il 38% dei femminicidi avviene dentro le mura di casa. Le principali conseguenze degli abusi si ripercuotono sulla salute mentale e sessuale della donna, sulle sue capacità riproduttive e sul rischio di morte e lesioni. Sulla base di questi dati – continua la dott.ssa Merzagora – O.N.Da ha deciso di realizzare diverse attività tra cui, quest’anno, il Concorso Best Practice dedicato al fenomeno della violenza di genere. Il nostro obiettivo è contribuire al miglioramento della qualità e dell'accessibilità dei servizi sanitari finalizzati alla presa in carico delle vittime di aggressione, promuovere un’assistenza multidisciplinare e qualificata, favorendo la formazione degli operatori sanitari preposti all'accoglienza delle donne ed incentivare il riconoscimento di situazioni a rischio e la diagnosi precoce. La selezione delle buone pratiche ospedaliere potrebbe rappresentare il punto di partenza, per avviare un processo di ottimizzazione dei servizi all’interno delle strutture ospedaliere italiane”.
 

11 Dicembre 2014

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