Pronto Soccorso. Dattolo (Omceo Firenze): “Non bastano gli incentivi economici, le energie così finiscono”

Pronto Soccorso. Dattolo (Omceo Firenze): “Non bastano gli incentivi economici, le energie così finiscono”

Pronto Soccorso. Dattolo (Omceo Firenze): “Non bastano gli incentivi economici, le energie così finiscono”
Il presidente: “I medici, con questi ritmi, non riescono a reggere quotidianamente il lavoro in pronto soccorso. Non sono limoni da spremere e le energie alla lunga finiscono. Mentre i pazienti sono troppo spesso costretti a lunghe attese prima di essere visitati o ricoverati. Serve una riforma strutturale su più livelli. Non si può contare solo sulla passione di chi lavora in Pronto soccorso. Gli organici vanno potenziati”.

“Gli incentivi economici, per quanto importanti, non possono essere l’unica soluzione. I medici, con questi ritmi, non riescono a reggere quotidianamente il lavoro in pronto soccorso. Non sono limoni da spremere e le energie alla lunga finiscono. Mentre i pazienti sono troppo spesso costretti a lunghe attese prima di essere visitati o ricoverati”.

Lo afferma Pietro Dattolo, presidente dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Firenze e provincia.

“Serve una riforma strutturale su più livelli. Non si può contare solo sulla passione di chi lavora in pronto soccorso, occorre dare maggior equilibrio tra ore libere e lavorate, avere spazio per la vita familiare e tempo libero, meno stress, diverse possibilità di carriera, occorre garantire una vita normale fuori dall’ospedale. Gli organici – aggiunge Dattolo – vanno potenziati, assumendo con una programmazione adeguata e mirata, aumentando il personale negli ospedali più in difficoltà. Attuiamo la legge Calabria e assumiamo anche gli specializzandi: a 27-30 anni, dopo lunghi anni di formazione, dobbiamo considerarli professionisti del settore a tutti gli effetti”.

“Confidiamo di poter vedere presto anche gli effetti del Pnrr, con l’introduzione di nuove case di cura intermedie capaci di togliere pressione ai pronto soccorso e migliorare le cure sul territorio. La strada però è ancora lunga e servono quindi anche altri interventi per una situazione che non è solo fiorentina o toscana, ma simile in tutta l’Italia. Abbiamo bisogno quindi – conclude – di un progetto che parta dall’alto, di revisione dell’intero sistema dell’emergenza-urgenza. La popolazione chiede risposte tempestive ai problemi di salute, su cui c’è maggiore consapevolezza rispetto al passato, e i medici devono poter lavorare con la lucidità e il tempo di cui necessità la medicina”.

10 Gennaio 2023

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