Pronto soccorso di Arezzo: + 30% di accessi nei giorni del Natale. Polemiche su mancata consegna barelle

Pronto soccorso di Arezzo: + 30% di accessi nei giorni del Natale. Polemiche su mancata consegna barelle

Pronto soccorso di Arezzo: + 30% di accessi nei giorni del Natale. Polemiche su mancata consegna barelle
Sono state 220 le persone che si sono recate al pronto soccorso del San Donato il 25 dicembre, 236 per Santo Stefano e 263 il 27 dicembre. “Nessun problema fisico o di salute a chi doveva essere accolto in pronto soccorso”, precisa l’Azienda ammettendo però qualche disagio a causa della mancata consegna di 7 barelle ordinate. “Se ci fossero state consegnate, i disagi sarebbero stati molto contenuti”.

I giorni del Natale sono stati di straordinario impegno per il pronto soccorso dell’ospedale San Donato di Arezzo, complice la stagione fredda che favorisce il riacutizzarsi di malattie respiratorie e la prolungata chiusura degli ambulatori dei medici di famiglia in occasione delle festività. Nello specifico, si sono presentati al pronto soccorso del San Donato 220 pazienti il 25 dicembre, 236 per Santo Stefano e 263 il 27 dicembre. Si tratta di dati, sottolinea l’azienda, “che superano di ben il 30% i flussi ordinari”.

Questi elevati volumi di accesso, per quanto previsti dall’Azienda sanitaria, hanno creato qualche disagio, “ma nessun problema fisico o di salute a chi doveva essere accolto in pronto soccorso”, chiarisce l’azienda.

“Non sono stati presi provvedimenti tardivi, la programmazione e le procedure per questo periodo erano già state pianificate da tempo in accordo con il progetto regionale per la gestione del sovraffollamento al Pronto Soccorso – spiega Massimo Gialli, direttore di presidio – Per prima cosa abbiamo colto l’opportunità di utilizzare, per patologie mediche, alcuni posti letto disponibili nei reparti chirurgici, vista la ridotta richiesta di interventi programmati durante le festività. Contestualmente sono stati sospesi i ricoveri programmati di area medica, mettendo la dotazione ordinaria a disposizione dei ricoveri urgenti da pronto soccorso. Non è vero che non è stato fatto niente a livello di personale. Prima di Natale sono entrati in servizio 6 infermieri in più, quattro dei quali assegnati al pronto soccorso, uno alla geriatria ed uno alla medicina interna, settori maggiormente sotto pressione”.
 
Dai primi di gennaio, i sei infermieri verranno assegnati all’assistenza di 7 posti letto aggiuntivi di Medicina d’Urgenza che sono in corso di attivazione presso il Mo.di.C.A.. Attualmente la Medicina d’Urgenza è collocata all’interno del pronto soccorso ma il suo trasferimento consentirà di implementare 7 posti di Osservazione Breve, molto più flessibili per far fronte al sovraffollamento.

“Relativamente alla carenza di barelle, stiamo aspettando la fornitura di 7 ordinate da tempo – dice Gialli – Una loro consegna tempestiva avrebbe sicuramente ridotto il disagio segnalato. Nessuna persona in accettazione ha avuto conseguenze se non quella di una breve attesa: su una sedia per chi poteva, o in barella per gli altri, ma solo per lo stretto necessario. In 15 minuti, infatti, sono state restituite le barelle alle ambulanze”.

L’Azienda ha pianificato anche altre misure di contenimento del disagio, aumentando la disponibilità di posti letto complessivi nel presidio. E’ stato infatti condiviso un piano interno per cui ogni reparto deve garantire l’aggiunta fino al 5% dei posti deliberati per l’attività ordinaria, il che equivale a 1-2 posti per ogni reparto. Per il trattamento della casistica meno impegnativa, è stata confermata la presenza di una postazione dalle 8 alle 20 di medici di continuità assistenziale (la c.d. guardia medica) nei pressi del pronto soccorso.

“In conclusione – dice Gialli – abbiamo cercato di arginare il disagio con una tempestiva pianificazione di quanto prevedibile. Ci scusiamo con i cittadini se, nonostante l’impegno, qualche momento di difficoltà sia stato rilevato o lo sarà in seguito”.

29 Dicembre 2017

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