Pronto Soccorso. Il Nursind denuncia criticità legate all’iperaffollamento natalizio

Pronto Soccorso. Il Nursind denuncia criticità legate all’iperaffollamento natalizio

Pronto Soccorso. Il Nursind denuncia criticità legate all’iperaffollamento natalizio
Dal 22 al 27 dicembre sono state 6mila le chiamate al 118 con 4.300 interventi, oltre 200 in più dello scorso anno che, spiega il sindacato degli infermieri, “si traducono in più ospedalizzazioni e minore capacità di filtro”. Per il Nursind colpa dell’accesso improprio al pronto soccorso da parte dei cittadini, ma anche delle carenze del sistema.

“Sale di attesa e corridoi pieni, tempi di attesa interminabili, posti letto insufficienti, barelle che non bastano, impossibilità di ricovero, ambulanze ferme con barelle bloccate , carichi di lavoro abbondantemente sopra la soglia di rischio, attivazione continua di medici ed infermieri reperibili. Scorrono gli anni ma la situazione resta identica, neanche la drammatica situazione vissuta lo scorso anno, che ha portato addirittura la visita dei Nas nei nostri pronto soccorso oltre ad alcune telecamere di importanti tg nazionali e che rischia di ripetersi, è riuscita ad apportare accorgimenti di situazioni pressoché ampiamente preventivabili”. È questa la denuncia che arriva dal Nursind Piemonte alla luce degli ultimi giorni di attività dei Pronto Soccorsi, determinata dalla maggiore richiesta di prestazioni tipica del periodo natalizio.

Secondo i dati diffusi dal sindacato degli infermieri, “dal 22 al 27 dicembre al 118 sono pervenute circa 6.000 chiamate con 4.300 interventi rispetto ai 4.087 dello scorso anno che si traducono in più ospedalizzazioni e minore capacità di filtro. Sono aumentati gli accessi: Molinette 154 contro i 132, Maria Vittoria 415 contro i 362 e, per andare in provincia, Ciriè 202 contro i 190”.

“In cinque giorni – prosegue il Nursind – sono arrivati presso la Centrale operativa del 118 circa 200 fax dai vari ospedali per comunicare l’incapacità di ricezione dei vari DEA e la mancanza di posti letto. Questa mattina all’ ospedale Molinette si registravano 90 pazienti. Sono stati attivati infermieri di altri dipartimenti per coprire la medicina e la chirurgia e spesso vengono attivati i reperibili ed è cos’ da molti giorni ormai. Ieri al Maria Vittoria si registravano 120 fermi e questa mattina circa 85”.

E si comincerebbero a registrare casi di ambulanze ferme per mancanza di barelle.” Ricordiamo che fermare un’ambulanza è fatto grave, le cui responsabilità non possono non ricadere sui direttori generali che nonostante il fenomeno sia ampiamente preventivabile non hanno preso i dovuti accorgimenti”.

In provincia la situazione, secondo i dati del Nursind, non migliora: “Pieni i pronto di Chieri e Moncalieri, Chivasso scoppia da giorni. Anche il pronto soccorso di Rivoli, nonostante l’Asl To 3 sia stata l’unica a Torino ad aver attivato un osservatorio e paino sul sovraffollamento, sul quale sta lavorando, nei giorni scorsi ha vissuto momenti di grave intasamento. Le motivazioni di quanto regolarmente accade le conosciamo e nonostante questo non riusciamo a dare risposte adeguate. I cittadini vanno in pronto impropriamente perché non riescono a trovare risposte altrove. I posti letto per i ricoveri non bastano. Per non parlare del numero ancora troppo esiguo di personale medico ed infermieristico”.

In Nursind si chiede, dunque, “cosa si è fatto affinché i cittadini possano trovare risposte sul territorio invece che in pronto soccorso? cosa si è fatto per ampliare la necessità di ampliamento di posti letto? Mentre se per i posti letto la risposta ci sembra alquanto scontata, aumentarli, bisogna invece ragionare sui motivi per i quali i cittadini non riescono a trovare risposte alle ansie, alle paure, ai bisogni di salute sul territorio. Le case della salute sono e saranno la risposta? A quanto pare no per il momento e la nostra preoccupazione e che non lo saranno neanche in futuro. Non sappiamo ancora cosa ci sarà e con quale personale, visto che serviranno 2000 operatori sanitari come ha affermato il nostro assessore”.

“Stiamo monitorando la situazione – conclude la nota del Sindacato – e saremo più precisi con l’analisi dei dati nelle prossime ore e nei prossimi giorni. Sottolineiamo inoltre la situazione dei reparti di medicina che non se la passano assolutamente meglio con molteplici ricoveri, barelle e dotazioni organiche risicate e gravi rischi per l’assistenza. La sanità è anche e soprattutto questa e non solo quella dei trapianti seppure grandi e riconosciute eccellenze Piemontesi. Per concludere, abbiamo chiesto conto alle Aziende e alla Regione quale sia il piano di sovraffollamento annunciato lo scorso anno senza ricevere da parte della maggior parte di esse risposta”.

28 Dicembre 2017

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