Psicologi assunti come personale amministrativo. Sellini (Aupi) contro Repubblica e Uno Mattina: “Non sono imboscati. Le Asp calabresi non vogliono riconoscerli”

Psicologi assunti come personale amministrativo. Sellini (Aupi) contro Repubblica e Uno Mattina: “Non sono imboscati. Le Asp calabresi non vogliono riconoscerli”

Psicologi assunti come personale amministrativo. Sellini (Aupi) contro Repubblica e Uno Mattina: “Non sono imboscati. Le Asp calabresi non vogliono riconoscerli”
Il segretario generale di Aupi interviene dopo i servizi di Repubblica e Uno Mattina. “Lavorano come psicologi, ma la Regione non vuole regolarizzare la loro posizione. In tal modo si continua in maniera indecorosa a non pagare adeguatamente  80 psicologi. È grave che si faccia così tanta confusione”.

“La situazione degli ottanta psicologi calabresi assunti nelle Aziende sanitarie provinciali come personale amministrativo è un caso unico in tutta Italia ma, attenzione, non si tratta di imboscati. Lavorano come psicologi e la Regione non vuole regolarizzare la loro posizione”. Il segretario generale dell’Aupi, l’Associazione unitaria psicologi italiani, Mario Sellini, interviene a seguito della recente inchiesta condotta da Repubblica sul personale che lavora nel pubblico e cerca degli escamotage legali per scegliere lavori più semplici o avere maggiori permessi. L’articolo dal titolo “L’Italia degli imboscati. Inabilità a lavoro e permessi, ecco tutte le carte false”, pubblicato su Repubblica, domenica, 8 gennaio, ha messo in luce una serie di anomalie per i dipendenti pubblici in diverse Regioni. L’argomento poi è stato ampiamente ripreso nella puntata di ieri, 11 gennaio, da Uno Mattina (vedi servizio al minuto 47 circa) “ma con un riferimento errato rispetto alla posizione degli psicologi”, spiOKega l’Aupi.

“Per quanto riguarda la situazione degli psicologi nelle Asp calabresi – precisa Sellini – è falso quanto scritto da Repubblica e quanto ripreso, senza le opportune verifiche, dal programma del mattino di Rai1. Il servizio pubblico non può permettersi di ribaltare la realtà dei fatti” dichiara Sellini.  “In realtà le Asp calabresi rinviano da vari anni e con vari pretesti,  la giusta retribuzione sul lavoro di psicologo realmente svolto  per come garantito dalla Costituzione e la  giusta applicazione del  Contratto  collettivo nazionale della sanità relativo al personale laureato non medico. In tal modo si continua in maniera indecorosa a non pagare adeguatamente gli 80 psicologi  rispetto agli altri colleghi assunti direttamente  dall’azienda  che compiono le stesse mansioni ed agli psicologi assunti a tempo determinato o supplenti. E, inoltre, non viene applicata l’indennità di esclusività a 5-15 anni, gli avanzamenti di carriera, la quota del fondo produttività dovuta”.

Insomma, gli psicologi non si occupano di amministrazione, piuttosto svolgono il loro lavoro di psicologi e si prendono cura dei pazienti. “Inoltre – evidenzia l’Aupi -, alcuni servizi sanitari funzionano solo grazie a loro”.

“Falso – attacca Sellini – quanto sottolineato dal conduttore Franco Di Mare durante il programma Uno Mattina che, invece, ha lamentato l’assenza del giusto sostegno psicologico. È grave che si faccia così tanta confusione facendo di tutta l’erba un fascio. È vero che nel pubblico ci sono delle realtà che vanno migliorate ma il legislatore tarda ad intervenire e le ultime riforme in materia di pubblica amministrazione dimostrano che non vi è l’intenzione di migliorare il sistema di valutazione per consentire meccanismi di carriera a chi effettivamente merita, oppure dare agevolazioni a chi ne ha realmente bisogno. Per quanto riguarda gli 80 psicologi, invece, da anni si chiede alla Regione e al commissario, Massimo Scura, di sanare questa situazione, ma ancora non si sono visti gli effetti sperati. Aupi ha chiesto alla Regione di incrementare i centri di ascolto e di investire nell’assistenza psicologica. E, invece, nei piani aziendali non c’è una lira per questo tipo di interventi. È forse colpa degli psicologi? Chi sono gli imboscati? I politici o i professionisti che purtroppo non vengono ascoltati? Quanto scritto su Repubblica e detto in tv – conclude Sellini – è grave e offensivo per chi da anni chiede un giusto riconoscimento e invece oltre il danno, la beffa, si trova sbattuto in prima pagina sui giornali, additato come fannullone. Sia chiaro: gli psicologi calabresi non hanno nulla a che fare con l’Italia degli imboscati”.

12 Gennaio 2017

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