Puglia. La denuncia della Fimmg: “Medici lasciati soli nella morsa del maltempo”

Puglia. La denuncia della Fimmg: “Medici lasciati soli nella morsa del maltempo”

Puglia. La denuncia della Fimmg: “Medici lasciati soli nella morsa del maltempo”
Medici impossibilitati a lasciare, causa neve, le sedi di guardia medica. Turni continuativi di 48-72 ore, senza che alcun dirigente distrettuale sia interenuto. Interventi effettuati camminando a piedi nella neve, talora in sostituzione del 118, impossibilitato a raggiungere i pazienti per l’inagibilità delle strade. Queste le denuncie della Fimmg Puglia

"Medici lasciati soli ad affrontare i problemi dell’urgenza e dell’emergenza – denunciano in una nota dalla Fimmg Puglia -. Un collega si è trovato a trattare una signora anziana di 96 anni di Altamura con una frattura del femore, senza che fosse disponibile alcuna ambulanza pubblica o privata; un altro, dovendo soccorrere un bambino con fibrosi cistica nella campagna di Santeramo, ha ricevuto il provvidenziale aiuto di un contadino che con il suo trattore è riuscito a rendere percorribile il tratto di strada, consentendo al medico di raggiungere il piccolo paziente. Nessuna indicazione è stata fornita dai distretti su come affrontare l’emergenza maltempo e garantire comunque il servizio di guardia medica. Nessuna assistenza è stata fornita ai medici che sono rimasti ininterrottamente presenti nelle sedi di guardia oltre il proprio turno di servizio, a causa delle abbondanti nevicate. Nessuna prevenzione del rischio e dell’incolumità degli operatori! La sicurezza di chi presta assistenza medica è uno dei principi fondamentali per consentire al personale sanitario di garantire il diritto alla salute ai cittadini. Ciò che invece è accaduto ha dell’incredibile. Molti medici non hanno potuto raggiungere le sedi di guardia nei comuni maggiormente interessati dall’emergenza neve, per cui i colleghi sono stati costretti a rimanere in servizio, oltre il proprio turno di lavoro, anche per 72 ore consecutive. Molti altri, invece, a proprio rischio e pericolo hanno raggiunto le sedi di guardia per senso di responsabilità e di servizio, come un collega di Conversano, in servizio a Mola, arrivato 4 ore prima del suo turno per essere sicuro di poter garantire il cambio al collega".

"Fimmg – proseguono i camici bianchi nella nota – intende denunciare questo abbandono, questo disinteresse da parte di amministratori che hanno platealmente ignorato le conseguenze dell'emergenza neve sull’efficienza del servizio sanitario regionale, scaricando sugli operatori le conseguenze e i disservizi di un sistema non opportunamente preparato ad affrontare simili imprevisti. Anche in queste condizioni avverse va sottolineato lo spirito di abnegazione e il grande senso di responsabilità che hanno messo in atto i medici e gli operatori sanitari che, nonostante tutte le inefficienze del sistema, sono riusciti a garantire l’assistenza sanitaria ai cittadini pugliesi".

"In caso di calamità – proseguono dalla Fimmg -, come quella che stiamo vivendo, è necessario che vi sia una specifica programmazione dell’assistenza che coinvolga tutti gli operatori, evitando che il servizio sia garantito esclusivamente dalla buona volontà dei medici che con, incuranti del pericolo, con grande senso di responsabilità e a rischio della propria incolumità hanno assicurato l’assistenza ed il diritto alla salute ai cittadini pugliesi. Al Presidente Emiliano chiediamo che faccia luce sull’inefficienza del sistema e individui le responsabilità al fine di evitare che tali evenienze si ripetano ancora una volta".

"Fimmg Puglia – concludono dal sindacato dei camici bianchi – ringrazia tutti i colleghi che, ancora una volta, hanno sopperito, grazie al proprio senso di responsabilità, alle evidenti carenze del sistema, in un momento così delicato per la collettività come quello dell’emergenza maltempo. Ancora una volta i medici hanno dato un alto esempio di altruismo e di adesione ai valori fondanti della Professione, come quello della difesa della vita e della solidarietà umana. Valori che sono custoditi nel Codice Deontologico della Professione Medica e che rappresentano per ogni collega il punto di riferimento del proprio operare e della propria vita".


 


Lorenzo Proia

09 Gennaio 2017

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