Regione e Ulss appaltano il Ppi di Auronzo: “Colpa della carenza di medici”. Sindacati in rivolta

Regione e Ulss appaltano il Ppi di Auronzo: “Colpa della carenza di medici”. Sindacati in rivolta

Regione e Ulss appaltano il Ppi di Auronzo: “Colpa della carenza di medici”. Sindacati in rivolta
“Se la privatizzazione fosse conseguente alla carenza di medici specialisti, come denunciato dal Direttore Generale, lo stesso problema si porrebbe in capo anche alla società privata”, osserva Luca Barutta, Anaao Assomed Belluno . Per Silvestrini Guerrino, Nursing Up Regione Veneto, a rischio anche l’assistenza, perché finora il servizio è stato coperto da “infermieri e autisti del luogo che conoscevano quindi il territorio, competenti, motivati e formati nell’applicare i protocolli clinico assistenziali dell’emergenza”.Gianluigi Della Giacoma (Fp Cgil) invoca una mobilitazione per salvare la sanità pubblica: “Basta spezzatino della sanità Bellunese”

Suscita polemiche la decisione della Regione Veneto di autorizzare l’appalto del servizio del Primo Punto di Intervento (PPI) di Auronzo (Belluno). L’affidamento al privato di un servizio pubblico e la sostituzione del personale, che conosceva il territorio e i protocolli, con un nuovo personale i cui predetti aspetti risulteranno nuovi, preoccupa. Ma per il direttore generale Adriano Rasi Caldogno, Ulss 1 Dolomiti, si tratta quasi di una scelta obbligata: “Abbiamo intrapreso questo processo dopo aver provato tutte le strade possibili, purtroppo ha una un’origine ben precisa: mancano i medici. Il fabbisogno ottimale per la gestione dei pronti soccorso di Belluno, Feltre, Agordo e Pieve di Cadore e dei PPI di Auronzo e Cortina sarebbe di 63 medici per l’accettazione e per le urgenze. Attualmente in organico abbiamo 36 medici”.

A sostenere le dichiarazioni del dg è l’assessore regionale con delega alla  Salute Manuela Lanzarin: “A fronte di una oggettiva carenza di personale ogni via è percorribile. Se da Roma ci saranno spiragli importanti per risolvere le difficoltà ormai croniche che ci impediscono di disporre dei professionisti che sono indispensabili, ho tutti i motivi per pensare che l’Ulss Dolomiti possa anche scegliere percorsi differenti”.

Se da una parte c’è la speranza che certe scelte da parte della  Regione Veneto possano servire da stimolo a chi organizza il fabbisogno dei medici, sul fronte sindacale queste dichiarazioni non vengono prese come oro colato. “La spoliazione di quello che era l'Ospedale di Auronzo – sostiene Luca Barutta, Anaao Assomed Belluno -inizia nel lontano 1990. Attualmente è rimasto un Centro Sanitario Polifunzionale con annesso l’Ospedale di Comunità ed un PPI.  L’attuale PPI è garantito da quattro medici del SUEM-118, che non hanno mai ravvisato malesseri. Ottenuta l’autorizzazione dalla Commissione regionale per gli investimenti tecnologici ed in edilizia, l’Azienda sta provvedendo all’emissione di un bando di gara per un appalto di 4,5 milioni di euro. La società appaltatrice gestirà per 5 anni il PPI di Auronzo fornendo sette medici, sette infermieri, otto autisti, strumenti e mezzi. Diversamente da quanto sostenuto dal Direttore Generale non è la carenza di medici la causa della decisione di esternalizzare, ma le difficoltà nella gestione del PPI.  Se la privatizzazione fosse conseguente alla carenza di medici specialisti, come denunciato dal Direttore Generale, lo stesso problema si porrebbe in capo anche alla società privata”.  

A non essere d’accordo sull’avvallo regionale è anche il sindacato degli infermieri, che pur riconoscendo le difficoltà legate al territorio, sono convinti che sino ad ora il servizio ha sempre funzionato, ed in modo eccellente. “Siamo   preoccupati e francamente ci sentiamo di dissentire dalla scelta della Regione ed della Ulss 1 Dolomiti – dichiara Silvestrini Guerrino, Dirigente Sindacale responsabile Nursing up Regione Veneto –   in quanto si va ad esternalizzare un servizio che funziona molto bene, nonostante le difficoltà legate ad un territorio vasto e morfologicamente impegnativo (Auronzo, Comelico e Sappada). Fino ad ora questo servizio è stato coperto da infermieri e autisti del luogo che conoscevano quindi il territorio, competenti, motivati e formati nell’applicare i protocolli clinico assistenziali dell’emergenza avvallati anche dalla Regione Veneto. Il PPI –  SUEM di Auronzo è un servizio strettamente legato alla sicurezza della popolazione e dei turisti, data la vocazione della zona. Non è possibile, a nostro avviso, in un settore così delicato e importante seguire logiche economiche e nemmeno rincorrere le problematiche legate alla carenza di medici”.  

Da parte di Cgil FP la preoccupazione è legata non solo sulla scelta di privatizzare il PPI di Auronzo, ma anche sulle modalità con cui le Istituzioni cercano di risolvere i problemi con la privatizzazione. “Esprimiamo profonda preoccupazione – ragiona Gianluigi Della Giacoma,  Segretario della Fp Cgil – verso l'ennesima privatizzazione di un altro pezzo di sanità Bellunese. Dopo Codivilla ora tocca ad Auronzo e domani a chi toccherà? Noi non ci stiamo: basta spezzatino della sanità Bellunese. Serve una mobilitazione per salvare la sanità pubblica”.

Alla luce di quanto esposto, le perplessità e le preoccupazioni sono date dal fatto che il nuovo personale sanitario, che non presenta alcun legame col territorio né potrà crearlo vista la durata dell’appalto, possa penalizzare non solo i bellunesi ma anche molti turisti che si riversano in queste zone in diversi mesi dell’anno.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

07 Ottobre 2019

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...