Reti cliniche assistenziali: ecco le nuove linee guida per la loro implementazione e per migliorarne governance e appropriatezza

Reti cliniche assistenziali: ecco le nuove linee guida per la loro implementazione e per migliorarne governance e appropriatezza

Reti cliniche assistenziali: ecco le nuove linee guida per la loro implementazione e per migliorarne governance e appropriatezza
La Rete individua i nodi e le relative connessioni definendone le regale di funzionamento, il sistema di monitoraggio, i requisiti di qualità e sicurezza dei processi e dei percorsi di cura, di qualificazione dei professionisti e le modalità di coinvolgimento dei cittadini. Parte da questi presupposti l’accordo Stato Regioni odierno. Le reti descritte sono quella cardiologica per l’emergenza, la rete per la neonatologia e i punti nascita, la rete ictus, la rete trauma. IL TESTO DELL'ACCORDO.

La Rete clinico-assistenziale è un modello organizzativo che assicura la presa in carico del paziente mettendo in relazione, con modalità formalizzate e coordinate, professionisti, strutture e servizi che erogano interventi sanitari e sociosanitari di tipologia e livelli diversi nel rispetto della continuità assistenziale e dell'appropriatezza clinica e organizzativa.

La Rete individua i nodi e le relative connessioni definendone le regale di funzionamento, il sistema di monitoraggio, i requisiti di qualità e sicurezza dei processi e dei percorsi di cura, di qualificazione dei professionisti e le modalità di coinvolgimento dei cittadini.

Parte da questi presupposti l’accordo Stato Regioni sulle "Linee guida per la revisione delle reti cliniche – Le reti tempo dipendenti" su cui è stato epressa l'intesa.

Le reti descritte sono quella cardiologica per l’emergenza, la rete per la neonatologia e i punti nascita, la rete ictus, la rete trauma.

E tutte, oltre allo specifico che descrive nei particolari la peculiarità del tipo di assistenza da erogare, anche tra ospedale e territorio, partono da alcuni presupposti di base che le linee guida chiariscono.

La Rete è governata da un organismo regionale "Coordinamento regionale de/la Rete", rappresentativo delle componenti istituzionali e professionali e dei principali stakeholder.
 
I suoi compiti sono;
– garantire il governo e l'integrazione organizzativa e professionale di tutte le componenti e i professionisti coinvolti nella Rete:
– validare ii Piano di Rete;
– definire le modalità organizzative per realizzare la connessione tra i nodi di Rete;
– monitorare e validare i Percorsi Diagnostico Terapeutico Assistenziali (PDTA);
– verificare  ii raggiungimento degli obiettivi con gli strumenti  previsti nell’accordo;
– verificare ii rispetto di parametri temporali, organizzativi, clinico assistenziali e di appropriatezza delle prestazioni erogate, per garantire ii mantenimento di adeguati livelli di qualità e sicurezza delle attività di Rete;
– redigere, sulla base degli esiti del monitoraggio della Rete, una relazione annuale sul suo funzionamento;
– definire, all'interno del Piano di Rete, le modalità operative e gli strumenti per l'ottimizzazione dell'uso delle risorse professionali, tecnologiche e di struttura;
– definire ii piano delle attività formative di Rete prestando attenzione ai livelli di responsabilità e alle specifiche attività dei nodi (Hub & Spoke) di Rete e favorendo l'integrazione tra i professionisti dei diversi nodi.

Per favorire l'efficienza della Rete e l'integrazione effettiva tra i vari nodi, secondo le linee guida è opportune mettere  in atto strumenti  per la condivisione  delle  risorse (tecnologiche, di personale ed economiche) e ii loro utilizzo da parte dei nodi, secondo modalità organizzative flessibili ma ben definite.

Tra gli strumenti già in parte utilizzati e che possono rispondere ad alcune delle finalità c’è quello della costituzione di equipe multiprofessionali e multidisciplinari (mobile team) che, attraverso ii reclutamento di professionisti, possono consentire l'erogazione di prestazioni sanitarie ad alta intensità assistenziale e per periodi di tempo definiti.

Una componente fondamentale del funzionamento della Rete è basata su specifici Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) relativi alle principali patologie della cui realizzazione  si fa carico la stessa rete clinico-assistenziale.

A questi percorsi deve a sua volta essere conformato ii piano di assistenza personalizzato relativo al singolo assistito. Particolare attenzione deve essere posta nella definizione di specifici protocolli e procedure per l'integrazione organizzativa e professionale tra i singoli nodi della Rete per garantire la continuità assistenziale tra i vari nodi della Rete e tra ospedale e territorio e l'integrazione tra ii Coordinamento regionale di Rete e ii Coordinamento regionale dell'emergenza urgenza, oltre che nell'integrazione organizzativa con ii Sistema 118 e 116, o numero unico europeo 112.

La dotazione organica quali-quantitativa delle strutture che fanno parte della Rete deve essere coerente con i parametri e gli standard organizzativi stabiliti dalla normativa nazionale e regionale.

E l'atto regionale di adozione della Rete deve anche precisare se sono previsti nella programmazione regionale eventuali sistemi di finanziamento  ad hoc per ii funzionamento della Rete, al di fuori dei sistemi ordinari di finanziamento dei fattori produttivi e i relativi sistemi di tracciabilità, ed eventuali sperimentazioni per la gestione degli aspetti economico-finanziari specificandone le peculiarità.

Tutti gli aspetti illustrati costituiscono gli elementi di base di ogni Rete clinico­ assistenziale che ne caratterizzano la struttura e l'organizzazione. Per ciascuna Rete vengono differenziati, in base al  contesto assistenziale di riferimento, i relativi meccanismi operativi, gli specifici processi e percorsi clinico-assistenziali sia in relazione agli aspetti organizzativi che, in particolare, a quelli diagnostico-terapeutici, al cambio setting (modalità e relativa tempistica), compresi i sistemi di monitoraggio della qualità e della sicurezza delle attività erogate e i processi di supporto (formazione e aggi ornamento).

Le indicazioni fornite con le Linee Guida, precisa l’accordo,  non esauriscono tutti gli aspetti relativi alle necessarie interconnessioni tra l'attività ospedaliera per acuti e le attività territoriali, non potendo prescindere, l'efficiente ed efficace funzionamento delle reti tempo dipendenti dalla presenza, a titolo di esempio, di una rete riabilitativa che consente la presa in carico precoce nei setting assistenziali-riabilitativi di ricovero e/o in struttura residenziale territoriale con modulo riabilitativo o al domicilio, secondo ii piano individuale di trattamento personalizzato.

24 Gennaio 2018

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