Rsa. Aiop Lazio: “Qui i pazienti vengono curati, non confondetele con le case di riposo-lager”

Rsa. Aiop Lazio: “Qui i pazienti vengono curati, non confondetele con le case di riposo-lager”

Rsa. Aiop Lazio: “Qui i pazienti vengono curati, non confondetele con le case di riposo-lager”
La presidente dell’Aiop Lazio interviene per fare chiarezza alla luce dei numerosi casi di maltrattamento nelle case di riposo che negli anni hanno trovato spazio sui giornali. E annuncia: “Da gennaio Rsa più accessibili: la soglia di reddito oltre la quale il cittadino è tenuto a versare una retta passa da 13 a 20 mila euro”.

“Non chiamatele cliniche lager! Nelle Rsa, le Residenze Sanitarie Assistenziali, i pazienti vengono curati, non confondiamole con le case di riposo. Gli anziani spesso vengono maltrattati e abbandonati in alcuni ospizi.   Nelle RSA i pazienti di terza e quarta età hanno assistenza medica 24 ore su 24”. Jessica Veronica Faroni, presidente Aiop Lazio (Associazione Italiana Ospedalità Privata) fa chiarezza sulla differenza tra case di riposo e RSA, Residenze Sanitarie Assistenziali, vere e proprie cliniche dove gli anziani malati vengono ricoverati anche per lunghi periodi e assistiti per la patologia che presentano.

“Le cliniche lager che erroneamente vengono indicate dai titoli dei giornali sono case di riposo, comunità alloggio e case famiglia che sfuggono al controllo, alle leggi, spesso non molto chiare, a regolamenti che stabiliscono chi dovrebbe essere ricoverato in base alle condizioni fisiche e quale personale dovrebbe essere presente. Le case di riposo dovrebbero ospitare solo anziani autosufficienti ma dentro ci finiscono anche anziani malati che però non vengono assistiti da punto di vista medico. Le famiglie non possono pagare la retta delle Residenze Sanitarie Assistenziali perché in molti casi non ce la fanno e allora sono costrette a mandare i loro anziani in strutture improvvisate che costano molto di meno ma dove l’assistenza non è di casa e dove in alcune realtà gli anziani vengono tenuti al letto, malnutriti e maltrattati”, aggiunge la Faroni.

“Il problema – spiega la presidente dell’Aiop Lazio – è che se la famiglia dell’anziano supera un certo reddito i parenti non possono permettersi di sostenere l’intera retta di ingresso alle Rsa”.

Faroni annuncia quindi che “dal primo gennaio del nuovo anno le cose però dovrebbero migliorare anche grazie al lavoro dell’Aiop Lazio. Infatti è stata modificata la soglia di reddito oltre la quale il cittadino è tenuto a versare una retta per poter entrare in una RSA. Per rendere queste strutture più accessibili la soglia è stata innalzata da 13 mila e 20 mila Euro. La nostra battaglia per innalzare la soglia ISEE che è l’indicatore reddituale porterà gli anziani a stare meglio”.

02 Dicembre 2016

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