Rsa. Carenza di infermieri, Bernini (FP Cgil Veneto): “Si utilizzi il personale destinato alle Ulss”

Rsa. Carenza di infermieri, Bernini (FP Cgil Veneto): “Si utilizzi il personale destinato alle Ulss”

Rsa. Carenza di infermieri, Bernini (FP Cgil Veneto): “Si utilizzi il personale destinato alle Ulss”
Le disparità delle condizioni di lavoro fra pubblico e privato sta provocando sempre più abbandono delle Rsa da parte degli infermieri e del personale socio-sanitario. Ma per la FP Cgil Veneto “pensare che la soluzione per fare fronte alla carenza degli infermieri sia quella di sostituirli con l’operatore socio sanitario con formazione complementare, è una scorciatoia che non porta lontano”.

L’Unione Regionale Istituzioni e Iniziative Pubbliche e Private di Assistenza per Anziani (URIPA) del Veneto ha recentemente analizzato le difficoltà che i centri per anziani stanno attraversando in questo momento di pandemia. E’ stato perciò lanciato un allarme, per voce del presidente Roberto Volpe, su due punti importantissimi: il livello di contagio all’interno di queste strutture e la carenza di personale infermieristico che, in un rapporto di 1 infermiere per 10 ospiti, si fa sentire con oltre 1500 infermieri in meno.

“Accanto alle preoccupazioni per questo settore – afferma Ivan Bernini segretario generale Fp Cgil Veneto – avevamo, ancora nel mese di febbraio, sottoposto agli organi regionali alcune proposte proprio per sopperire alle criticità di queste strutture. E se questo non è il momento di fare polemiche, vale la pena dire che fino ad ora siamo stati inascoltati e che vi è stata una grande sottovalutazione rispetto agli interventi che andavano presi sin dalla fine della prima ondata pandemica. Una responsabilità in capo a Regione ed alla stessa Uripa che, in più di qualche occasione, ha negato il confronto sindacale sul tema”.

La Fp Cgil Veneto ripropone, quindi, e suggerisce agli organi istituzionali veneti tre aree di intervento se, in piena emergenza Covid, si vorrà “tamponare” il problema nelle strutture per anziani che oramai è esploso.

– “In Regione Veneto c’è stata la partecipazione di quasi 5000 laureati ad un concorso per infermieri.  Molti di questi provengono dalla realtà delle Rsa. Secondo noi, se si vorrà potenziare il terzo settore si dovrà procedere all’assunzione straordinaria di coloro che hanno partecipato al concorso, assumerli per poi contrarre delle convenzioni per il periodo di pandemia che li metta a disposizione delle strutture per anziani (Rsa), senza caricare il costo su di esse. Lo stesso principio valga per gli operatori socio sanitari”.

– “La gran parte delle RSA, per caratteristiche strutturali, non sono nelle condizioni di poter gestire la presenza di ospiti positivi. Già negli ospedali, per architettura delle strutture e logistica, non è sempre facile differenziare i percorsi Covid free dagli altri, figurarsi nelle RSA. Si individuino RSA Covid dedicate ad ospitare ed assistere ospiti positivi che non richiedono il ricovero ospedaliero a gestione Ulss”.

– “E’ necessario incrementare il numero delle impegnative di residenzialità già in questa fase a piena copertura degli ospiti per consentire alle Rsa di avere parziale ristoro economico”.

– “Fondamentale, visto l’alto numero di contagiati tra lavoratori e ospiti, effettuare i tamponi molecolari vista la dubbia efficacia dei tamponi rapidi con significativi riscontri di falsi negativi”.

“La carenza del personale infermieristico e socio-sanitario è dato dalla forte migrazione di queste figure verso il pubblico – spiega Bernini – e lo si deve ad almeno due fattori: la possibilità di ri-stimolarsi professionalmente con prospettive di carriera più promettenti e l’incremento delle retribuzioni che scontano differenziali importanti rispetto a quelli della sanità pubblica. Pensare, quindi, che la soluzione per fare fronte alla carenza degli infermieri sia quella di sostituirli con l’operatore socio sanitario con formazione complementare ci appare una scorciatoia che non porti lontano. Perché, oltre a privarsi della necessaria copertura infermieristica, significa esporre questi lavoratori (OSSS) a responsabilità anche giuridiche e penali che competono di fatto agli infermieri e che non sono sostituibili con altre figure professionali.
 
Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

21 Dicembre 2020

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