Russo (Sicilia) e Lusenti (E.R.): capacità di un manager dipende da competenze e motivazione

Russo (Sicilia) e Lusenti (E.R.): capacità di un manager dipende da competenze e motivazione

Russo (Sicilia) e Lusenti (E.R.): capacità di un manager dipende da competenze e motivazione
Non bastano le competenze. Occorre motivare i manager della sanità. Solo così si otterranno importanti cambiamenti. Ne sono convinti l’assessore alla sanità della Sicilia, Massimo Russo, e l’assessore alla sanità dell’Emilia Romagna, Carlo Lusenti, intervenuti oggi a Roma alla tavola rotonda organizzata da Fiaso e Agenas nell’ambito del ForumPA.

Raccontando la sua esperienza alla guida della sanità siciliana, Massimo Russo ha affermato di aver “ereditato un sistema non solo in deficit, ma anche lontano dagli altri sistemi regionali e caratterizzato da un atteggiamento lamentoso, tipico del Sud, che finisce per essere un alibi per la deresponsabilizzazione. Le Regioni – ha aggiunto l’assessore – diventano canaglie, come vengono definite, quando a ricoprire i ruoli chiave sono chiamate persone non scelte in base alle competenze, ma in base al vantaggio politico”. Ma per mantenere i manager indipendenti dalla politica occorrono due elementi: la competenza tecnica e la motivazione umana. Questo, ha affermato Russo, è stato il passo più importante compiuto in Sicilia. “Abbiamo raso al suolo il sistema, fatto nuove leggi, diminuito le Asl da 29 a 17, nominato nuovi manager e, soprattutto, recuperato un principio fondante che era andato perduto: quello della sanità come servizio reso a tutela dell’uomo”.

Un percorso che nel corso della tavola rotonda ha ricevuto anche il plauso del direttore dell’Agenas Fulvio Moirano. “La Sicilia, per prima, ha fatto una scelta importante, che è stata quella di dare mandato all’Agenas per una pre-selezione tecnica dei candidati manager, esercitando poi il corretto ruolo politico di nomina, ma sulla base di una rosa di candidati pre-selezionati in base alle capacità tecniche”.

Anche Carlo Lusenti ha voluto richiamare all’importanza di due elementi nella gestione della sanità: “la trasparenza e la valutazione, prima e dopo il conferimento dell’incarico”. “Oggi – ha aggiunto il neo assessore alla Sanità dell’Emilia Romagna – non esiste un luogo predisposto alla formazione della classe dirigente. Io credo che dovrebbe esserci, e che dovrebbe essere il Servizio sanitario nazionale, che è una formidabile fabbrica di conoscenze. E la conoscenza è l’unico motore possibile del cambiamento”. Ma requisito altrettanto essenziale è, anche secondo Lusenti, “la motivazione. È credere di far parte di un sistema che ha un obiettivo alto e giusto, che è il diritto dell’uomo, quello alla tutela della vita. Credere che il Ssn è un presidio di civiltà di questo Paese”.
Proprio in relazione alla formazione dei manager, Moirano ha quindi espresso la convinzione che debba esserci un filo capace di legare le diverse conoscenze ed esperienze regionali, che potrebbe essere realizzato attraverso la mobilità dei relatori o dei candidati. Una visione condivisa da Russo, secondo il quale la sanità “non può e non deve rinunciare a una visione più unitaria. Quella Servizio sanitario nazionale, quella dei Lea, cioè quella che garantisce l’equità dei servizi e della loro qualità. E questo può esserci anche se l’organizzazione è affidata alle Regioni”. Ed è quanto si è cercato di fare in Sicilia, ha spiegato l’assessore. “Abbiamo creato un sistema originale declinando le best practice di altre Regioni sulla base del sistema e del fabbisogno siciliano. Con grandi risultati sia sui servizi che sui conti, che chiuderemo in parità”. Tuttavia, Russo lancia anche una provocazione, chiedendo: “Il Nord è davvero interessato al fatto che la sanità del Sud possa migliorare? Non dimentichiamo che le difficoltà del Sud si traducono per il Nord in guadagni per 1 miliardo di euro all’anno di servizi che le Regioni meridionali vanno a richiedere a quelle settentrionali”. E se la provocazione non fosse infondata, secondo Russo sarebbe ancora più evidente la necessità di tornare “a una visione unitaria della sanità italiana e a un confronto e scambio di esperienze tra Regioni in grado di rendere la sanità d’Italia veramente equa e di qualità in ogni area”.

L.C.
 

18 Maggio 2010

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