Salute immigrati. Porto (Fimp Sicilia): “Bene decreto regionale su assistenza ai minori. Ma serve un piano nazionale”

Salute immigrati. Porto (Fimp Sicilia): “Bene decreto regionale su assistenza ai minori. Ma serve un piano nazionale”

Salute immigrati. Porto (Fimp Sicilia): “Bene decreto regionale su assistenza ai minori. Ma serve un piano nazionale”
Il segretario regionale dei pediatri plaude al Decreto approvato dall’Assessorato alla Salute che riconosce l’assistenza nel Ssr ai minori immigrati non accompagnati. Ma sottolinea la necessità di un piano nazionale. “Il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino sono principi fondamentali”.

Occorre “l’adozione di un Piano Nazionale di accoglienza perché il fenomeno dell’immigrazione e dell’integrazione sebbene riguardi principalmente la Sicilia, è innanzitutto un’emergenza ‘civiltà’”. Ad affermarlo è il segretario regionale Fimp Sicilia, Adolfo Porto, che plaudendo al Decreto approvato dall’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana che riconosce l’assistenza nel Servizio Sanitario Regionale ai minori non accompagnati, consentendo l’iscrizione al Pediatra e la prescrizione con l’assegnazione del codice STP in luogo del codice fiscale, sottolinea tuttavia la necessità di interventi a livello nazionale.

“I Pediatri di Famiglia sono da sempre impegnati in prima linea nel sociale, mettono ogni giorno a disposizione le loro competenze nel curare, soprattutto nel prendersi cura dei più fragili”, spiega Porto, secondo il quale “la reale integrazione del bambino migrante è innanzitutto un problema etico, sociale e morale su cui tutta la comunità civile ha il dovere d’interrogarsi e riflettere, perché il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino sono principi fondamentali – sanciti anche nella Convenzione sui diritti dell’infanzia – da cui non si può prescindere”.

Insomma, per Porto, “il diritto alla cura e all’assistenza è un diritto che va garantito a tutti i bambini, a maggior ragione ai bambini migranti, che arrivano sulle nostre coste in condizioni disperate”. Ma il segretario Fimp Sicilia sottolinea anche come “la conoscenza poi dell’appartenenza religiosa e culturale” sia “un tassello da non sottovalutare, poiché determinante nella relazione di fiducia che s’instaura con le famiglie”. “La reale accoglienza e integrazione, infatti, passa proprio attraverso la conoscenza e il rispetto delle singole culture che nella pratica quotidiana – evidenzia Porto – significa sistematizzare specifiche pratiche e regimi alimentari che influenzano fortemente lo sviluppo del bambino”.

Non solo. Per Milena Lo Giudice, Responsabile Integrazione Multietnica FIMP Sicilia, “integrazione significa anche garantire al meglio tutte quelle pratiche, come la circoncisione rituale, in un ambiente sicuro quale quello ospedaliero al fine di assicurare al bambino l’asepsi e l’analgesia necessari”. Inoltre, il fenomeno dell’immigrazione sta assumendo nuovi connotati. “Nel porto di Augusta ad esempio – precisa Salvo Patania, Segretario della Fimp di Siracusa – assistiamo ogni settimana a migliaia di sbarchi di minori soli e non accompagnati e di famiglie con bambini molto piccoli, che arrivano sulle nostre terre in condizioni di particolare vulnerabilità. E sebbene noi pediatri, insieme a tutti gli enti preposti all’accoglienza dall’ASP alla Protezione Civile del Comune di Augusta, ci attiviamo da subito per una prima assistenza e cura, ci rendiamo conto che il nostro impegno non è sufficiente rispetto ad un flusso costante di sbarchi. Ormai la situazione è al collasso”.

29 Aprile 2014

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