Sicilia. Vullo (Aou Martino): “Caro Crocetta, e il ‘merito’ nelle scelte per la sanità che fine ha fatto?”

Sicilia. Vullo (Aou Martino): “Caro Crocetta, e il ‘merito’ nelle scelte per la sanità che fine ha fatto?”

Sicilia. Vullo (Aou Martino): “Caro Crocetta, e il ‘merito’ nelle scelte per la sanità che fine ha fatto?”
Accanto ai facili annunci sulla rivoluzione nell’amministrazione della cosa pubblica non è comparso nulla in grado di dare corpo e certezza sul “che fare” e nella sua rivoluzione non sembra che il merito abbia un grande posto. E intanto la nomina dei nuovi Dg Asl ritarda e la sanità siciliana è paralizzata

“Valutare attraverso il merito è una attività onerosa che nulla ha a vedere con i facili proclami. È lavoro certosino, impegno quotidiano, capacità di coinvolgere in un progetto di cambiamento la maggioranza dei cittadini”. Ma è questo il tipo di “rivoluzione” che Michele Vullo, direttore amministrativo dell’Aou G. Martino, chiede al presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, in una lettera aperta sul tema della nomina dei direttori generali ma anche sul futuro della sanità regionale in generale.

Ecco la lettera aperta di Vullo al presidente della Regione Siciliana, che sull'idea di "rivoluzione" per migliorare le condizioni e le attività della Regione aveva basato tutta la sua compagna elettorale .

Sig. Presidente,
ho atteso molto prima di decidere di scriverle queste righe. Ho indugiato nella speranza che quanto emergeva dalle sue dichiarazioni alla stampa fosse frutto di una insufficiente e comprensibile scarsa conoscenza di quanto accade e soprattutto accaduto nel mondo della sanità siciliana e nazionale. Da suo sostenitore, e non dell’ultima ora, la mia storia personale sta a testimoniarlo, ho sperato che le boutade sui direttori generali da scegliere tra chi svolgeva un alto numero di interventi chirurgici o sulla salvaguardia di punti nascita con pochissimi parti nel corso dell’anno fossero un’esigenza retorica per dare ascolto alle opinioni di chi affronta i temi della difesa della salute come se fosse coinvolto in una discussione al bar dello sport.

Purtroppo, accanto ai facili annunci sulla rivoluzione nell’amministrazione della cosa pubblica non è comparso nulla in grado di dare corpo e certezza sul “che fare”. Anzi, le sue esternazioni sono diventate sempre più incomprensibili a coloro, che come me, pensano che la sinistra nel nostro paese, nell’ambito della lotta alle disuguaglianze deve recuperare la peggiore di esse: considerare uguale chi uguale non è per merito.

Sig. Presidente, nella sua rivoluzione non sembra che il merito abbia un grande posto. Ciò che si percepisce, ma può essere un mio limite di lettura della realtà, è una particolare attenzione non al merito ma alla fedeltà di una stagione, al cambiare casacca per compiacere chi comanda. Comportamenti che trovano riscontro nei criteri da lei indicati per la selezione dei futuri direttori generali delle aziende sanitarie. Criteri in cui non c’è traccia di alcuna valutazione del merito. Questo, forse, spiega la sua idiosincrasia nei confronti delle procedure di selezione imposte dal “decreto Balduzzi”, che pur con grandi limiti, ha introdotto nel nostro paese una inedita valutazione del merito.

Ma la cosa che più mi preoccupa e mi ha spinto a scriverle è la sua dichiarazione a Live Sicilia sul ritardo nelle nomine dei direttori generali della aziende sanitarie che, a suo dire, non crea alcuna difficoltà alla sanità siciliana. Sig. Presidente, come fa a non capire che in questo momento nelle aziende sanitarie siciliane vi è un blocco generalizzato della programmazione, che la precarietà delle direzioni strategiche impedisce l’assunzione di responsabilità verso impegni di riorganizzazione, imposti dalla spending review, che se non realizzati peseranno in maniera drammatica sul futuro della sanità siciliana.

Sig. Presidente, se vuole realmente conoscere cosa accade nelle aziende sanitarie siciliane esistono alcuni semplici strumenti, utilizzabili anche dai semplici cittadini, in grado di ricondurre il merito al centro delle scelte più o meno rivoluzionarie. Il 31 gennaio 2014 sono scaduti i termini previsti dalla legge n. 33/13 riguardante gli obblighi di trasparenza e diffusione dell’informazione da parte delle pubbliche amministrazioni. La invito a visitare i siti delle aziende sanitarie siciliane e forse si renderà conto dei gravi ritardi che caratterizzano la nostra regione. Sfogli, se troverà il tempo, i piani triennali anticorruzione e scoprirà che solo poche aziende hanno individuato le linee di attività, gli indicatori e le azioni necessarie a ridurre la corruzione diffusa e spesso di massa presente nel sistema. Verifichi chi ha applicato l’art. 20 della legge39/13 sulle incompatibilità e inconferibilità degli incarichi di direzione. E ancora, verifichi i tempi medi di pagamento dei fornitori messi sempre più in ginocchio dalla crisi e dall’indolenza colpevole della pubblica amministrazione.

Come vede sig. Presidente, valutare attraverso il merito è una attività onerosa che nulla ha a vedere con i facili proclami. Sig. Presidente, faccia “la rivoluzione”, ma ricordi che essa non è “un pranzo di gala”. È lavoro certosino, impegno quotidiano, capacità di coinvolgere in un progetto di cambiamento la maggioranza dei cittadini.

Cordialmente

Michele Vullo
Direttore Amministrativo A. O. U. – G. Martino

Michele Vullo

10 Febbraio 2014

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